Legionellosi. Se il contagio avviene dal dentista. In arrivo Linee guida

Legionellosi. Se il contagio avviene dal dentista. In arrivo Linee guida

Legionellosi. Se il contagio avviene dal dentista. In arrivo Linee guida
È avvenuto l’anno scorso in Italia, quando una donna è deceduta a Forlì dopo aver contratto il batterio che causa la malattia tramite gli strumenti di uno studio odontoiatrico. Il caso è stato oggi analizzato, in modo che non si ripeta. Presto apposite Linee guida del Ministero.

La malattia del legionario – o legionellosi – è un’infezione batterica polmonare che viene trasmessa per via aerea, soprattutto in ambienti umidi, tiepidi o riscaldati, e in cui le persone sono riunite in uno stesso ambiente, come ad esempio in case di cura, residenze per anziani, ospedali, piscine e terme e altri luoghi pubblici. Ma l’anno scorso è stato registrato in Italia il primo caso di contagio a seguito di un trattamento dentale di routine, in uno studio odontoiatrico. L’analisi del caso, effettuata dai ricercatori del dipartimento malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate dell’ISS, è stata pubblicata su The Lancet.
 
Ci si può ammalare di legionellosi anche dal dentista, dunque.Il batterio che causa la malattia può annidarsi nell’acqua del circuito idrico della poltrona odontoiatrica e diffondersi attraverso l’aerosol rilasciato dai rubinetti e dagli strumenti – il trapano e altre punte – dotati di turbine che utilizzano acqua. O almeno questo è quanto è accaduto il 9 febbraio 2011 ad una donna di 82 anni, successivamente deceduta presso l’Ospedale G. B. Morgagni Pierantoni di Forlì (Italia).
La donna, che quasi mai lasciava la sua abitazione, si è spostata unicamente per andare due volte dal dentista. Non appena sono comparsi febbre e difficoltà respiratorie, la signora, che non mostrava altre patologie di base e che era comunque cosciente e reattiva, è stata ricoverata presso l’unità di terapia intensiva del nosocomio. La radiografia al torace ha evidenziato diverse aree di addensamento polmonare e la diagnosi basata sulla rilevazione dell’antigene nelle urine è stata subito effettuata: legionellosi, causata dal batterio Legionella pneumophila. Nonostante la terapia antibiotica orale (ciprofloxacin ogni 12 ore) sia stata somministrata tempestivamente, la paziente ha sviluppato presto una rapida ed irreversibile sepsi e due giorni dopo è deceduta.
 
"Quello descritto è il primo caso di legionellosi associato ad acqua contaminatapresente negli strumenti dentistici che può essere respirata durante trattamenti odontoiatrici. Per questo motivo, senza voler creare grande allarmismo, è necessario ridurre al minimo il rischio di acquisizione della malattia, al fine di prevenire l’esposizione dei pazienti e di tutto lo staff che si occupa di pratiche dentali all’infezione”, ha spiegatoMaria Luisa Ricci, ricercatrice dell’ISS che ha condotto lo studio.
Come già detto, infatti, nel periodo di incubazione della malattia, vale a dire tra i 2 e i 10 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi, la signora era uscita di casa solo in due occasioni per andare dal dentista. Per identificare la possibile fonte di contaminazione, sono stati prelevati campioni d’acqua dai rubinetti e dalle turbine dello studio dentistico, nonché dai rubinetti e dalla doccia della sua abitazione. Questi ultimi all’esame colturale sono risultati negativi, mentre quelli prelevati dalla strumentazione del dentista sono risultati positivi per L. pneumophila. Esperimenti di laboratorio hanno dimostrato la correlazione genomica tra i ceppi del battere isolati dalle secrezioni respiratorie della paziente e quelli isolati dal circuito idrico della poltrona odontoiatrica. 
 
“Alla luce di quanto accaduto sembrano dunque indispensabili controlli frequenti e di diverso tipo – ha spiegato la ricercatrice in una nota pubblicata sul sito dell’Iss – quali ad esempio: utilizzare sistemi di ricircolazione dell’acqua e sistemi antistagnazione; servirsi di acqua sterile anziché di acqua normalmente erogata; applicare trattamenti disinfettanti costantemente, oppure in modo periodico; flussare quotidianamente i rubinetti e gli strumenti che erogano acqua e sempre prima di ogni trattamento; applicare a monte degli strumenti ( ad es. trapano), dei filtri; è importantissimo inoltre monitorare almeno annualmente i livelli di contaminazione di Legionella nell’acqua della poltrona odontoiatrica”.
Direttive precise, quelle descritte da Ricci, che provengono da documenti già usati all’estero. “Esistono procedure dettagliate, utili alla prevenzione della legionellosi negli studi dentistici”, ha aggiunto. “Queste sono consultabili ad esempio nelle Linee guida inglesi a ciò dedicate, nonché nella prossima pubblicazione da parte del nostro Ministero della Salute delle nuove Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi”.

 

17 Febbraio 2012

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