Cinque veneti nel Consiglio superiore di sanità. Ecco i loro primi impegni

Cinque veneti nel Consiglio superiore di sanità. Ecco i loro primi impegni

Cinque veneti nel Consiglio superiore di sanità. Ecco i loro primi impegni
Dell’organo consultivo del ministro della Salute fanno parte Claudio Cobelli (Ingegneria Biomedica, Unversità di Padova); Carlo Foresta (UOC di Andrologia e Medicina della Riproduzione, Uni. Padova); Massimo Rugge (Anatomia patologica ed oncologia Uni. Padova e responsabile scientifico del Registro regionale tumori); Paolo Pederzoli (Chirurgia generale Uni. Verona, e ideatore del Pancreas Center); Domenico De Leo (Medicina Legale Uni. Verona).

Al neo Consiglio Superiore di Sanità (Css), sono stati nominati 5 veneti su un totale di 30 membri non di diritto. E’ passato circa un mese dalla nomina del nuovo Css, ad opera del  Ministro della Salute Giulia Grillo. 
 
Il Professore Claudio Cobelli ordinario presso l'Università di Padova di Ingegneria Biomedica. La sua attività di ricerca principale la si ha nel campo della modellazione e identificazione dei sistemi fisiologici, in particolare il sistema di glucosio nel diabete.
 
Il Proff. Carlo Foresta, ordinario dell’Università di Padova di Endocrinologia e direttore dell’UOC di Andrologia e Medicina della Riproduzione il quale ha già palesato alcune urgenze tra cui: “Ritengo si debba affrontare il problema denatalità e sulla infertilità. In particolare modo quando alla base della denatalità vi sia una patologia che può essere determinata dalle negative condizioni ambientali. Un altro tema di interesse che riguarda la Sanità pubblica è quella che definisco "Progetto Uomo”. L’uomo ha un’aspettativa di vita di cinque anni inferiore a quella della donna e questo perché fin da giovane manca nell’immaginario dell’uomo il concetto di prevenzione e di cura della salute”. 
 
Il professor Massimo Rugge, ordinario di Anatomia patologica ed oncologia, presso l’Università di Padova e responsabile scientifico del Registro tumori del Veneto il cui contributo “ la mia proposta sarà quella di essere inserito nelle strategie di rete nella prevenzione oncologica primaria (controllo delle cause di tumore maligno) e secondaria (diagnosi precoce di malattie neoplastiche). Priorità di istituzione di registri di patologia neoplastica regionali, promozione della attività di rete nella diagnostica oncologica molecolare organizzata secondo criteri di qualità, universalità  e economicità”. 
 
Il proff. Paolo Pederzoli, ordinario di Chirurgia generale presso l’Università di Verona, noto per aver ideato il Pancreas Center dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e presso l’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda in cui attualmente opera il cui proclama è il seguente: “Mi batterò principalmente contro il numero chiuso delle Università di medicina e sul maggior numero delle borse di studio degli specializzandi, credo sia arrivato il momento di cambiare rotta”.
 
Infine il Professore Domenico De Leo, ordinario di Medicina Legale presso l’Università di Verona e noto  per le consulenze svolte nell’interesse della Procura scaligera.
 
Il ministro della Salute, Giulia Grillo fa sapere con propria nota che “Augura a queste illustri personalità di poter assolvere al meglio il compito a cui sono chiamati. Il Consiglio Superiore di Sanità svolgerà la sua alta missione in autonomia e in totale ossequio ai principi della scienza” e chiarisce “rispediamo al mittente le polemiche riportate sulla stampa che rispondono a logiche politiche e non scientifiche e cavalcate da esponenti delle opposizioni in cerca di visibilità”.

Endrius Salvalaggio

14 Marzo 2019

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