Sdo 2017. Si conferma aumento delle infezioni ospedaliere. In tutto sono state oltre 10mila 

Sdo 2017. Si conferma aumento delle infezioni ospedaliere. In tutto sono state oltre 10mila 

Sdo 2017. Si conferma aumento delle infezioni ospedaliere. In tutto sono state oltre 10mila 
I peggioramenti più evidenti nelle infezioni post-chirurgiche si hanno nella Pa di Bolzano, in Abruzzo, Puglia e Piemonte ma è in aumento (+25,68 casi ogni 100.000 dimissioni) anche la media italiana e solo in otto Regioni si registra un calo. Il più significativo in Calabria (-71,90 casi su 100mila dimsissioni) e in Valle d’Aosta (-125,08). Registrati anche i casi di embolia polmonare e di trombosi venosa profonda post chirurgiche per un totale di 5.549 casi pari a un'incidenza di 149 casi ogni 100mila dimissioni ospedaliere.

In metà Italia aumentano le infezioni ospedaliere tra il 2016 e il 2017. E soprattutto quelle post chirurgiche. In tutto ne sono state censite attraverso le schede di dimissione ospedaliera 10.135, di cui 541 dovute a cure mediche e 9.594 post chirurgiche (si tratta di un'incidenza ogni 100mila ricoveri per le prime pari a 12,37 e per le seconde a 258,76.

E anche i casi di embolia/trombosi post chirurgica (un altro degli indicatori di rischio clinico inseriti nelle Sdo) aumentano e nel 2017 sono stati 5.549, con un'incidenza di 149,67 ogni 100mila dimissione chirurgiche.  

 

I risultati delle Sdo 2017 confrontati con quelli delle Sdo 2016 parlano chiaro e confermano se non addirittura peggiorano la posizione italiana di ultima in Europa per il contenimento delle infezioni ospedaliere. 

In dieci Regioni (il dato del Molise non è rilevato per nessuno dei due anni) le infezioni dovute a cure mediche sono aumentate in un anno per centomila dimissioni, mentre in altre dieci Regioni – ma solo di 0,02 ogni 100mila dimissioni – sono diminuite.

Al top degli aumenti Piemonte, Trento, Valle d’Aosta e Umbria che in un solo anno hanno collezionato oltre 10 infezioni mediche in più su centomila dimissioni (rispettivamente 13,99; 13,67; 10,65 e 10,41).

Va decisamente peggio per le infezioni post-chirurgiche. Nella Pa di Bolzano, in Abruzzo, Puglia e Piemonte l’aumento è superiore ai 50 casi ogni 100mila dimissioni in un solo anno (rispettivamente 66,06; 58,79; 54,36 e 50,22), ma è in aumento (+25,68 caso ogni 100mila dimissioni) anche la media italiana e solo in otto Regioni si registra un calo che rispetto agli aumenti ha valori significativi solo in Calabria (-71,90) e in Valle d’Aosta (-125,08).

Questa volta le Regioni in piano di rientro sono ‘spalmate’ lungo tutta la classifica, dall’Abruzzo con la sua crescita di +58,79 infezioni ogni 100mila dimissioni alla Campania, di poco sotto la media nazionale con -21,16 casi in più, fino alla Calabria che, appunto, di casi ne ha fatti registrare -71,90.

Tra gli indicatori di rischio clinico, come li definiscono le Sdo, ci sono poi l’embolia polmonare e la trombosi venosa profonda.

Qui i numeri salgono ancora e in cime alla classifica c’è il Molise con 121,07 casi per centomila dimissioni in più tra il 20916 e il 2017, seguita da Trento sempre al di sopra dei nuovi 100 casi (106,43).

La media italiana è di +1,56, ma solo otto regioni hanno il segno meno e tra queste chi ha fatto meglio sono Umbria (-55,67), Liguria (-48,90) e Toscana (-28,53).   

 

 

28 Marzo 2019

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