Corea di Huntington. Spegnere gli enzimi HDAC rallenta la progressione della malattia

Corea di Huntington. Spegnere gli enzimi HDAC rallenta la progressione della malattia

Corea di Huntington. Spegnere gli enzimi HDAC rallenta la progressione della malattia
Una specifica classe di proteine può aiutare la patologia a progredire, aumentando la possibilità di sviluppare le mutazioni genetiche che ne sono alla base. Un farmaco inibitore di queste molecole potrebbe dunque rallentarne lo sviluppo, ma servono ulteriori test.

Buone notizie per chi è affetto dalla corea di Huntington: alcuni ricercatori irlandesi della National University of Ireland Galway hanno infatti scoperto che spegnendo una particolare classe di enzimi chiamati HDAC è forse possibile fermare la progressione della malattia. Il lavoro è stato pubblicato su PLoS Biology e potrebbe aprire la via anche alla cura di altri disordini neurologici.
 
Gli istoni deacetilasi (HDAC) sono enzimi di una classe specifica che agiscono come agenti positivi per la mutazione che è alla base della corea di Huntington, una malattia incurabile ed ereditaria che attacca il cervello causando movimenti incontrollati, disturbi emotivi e gravi problemi mentali. Nei pazienti malati, la presenza delle proteine della famiglia HDAC rende la patologia più aggressiva aumentando le mutazioni genetiche nelle cellule, e dunque probabilmente contribuendo alla gravità della malattia. I ricercatori hanno infatti osservato che ridurre l’espressione di questi enzimi poteva diminuire il rischio che si presentassero ulteriori alterazioni. “Si pensa che siano proprio le continue mutazioni che avvengono nei nuclei delle cellule cerebrali dei pazienti, le principali responsabili della progressione malattia”, ha spiegato Robert Lahue, autore principale dello studio. “La nostra ricerca dimostra che inibire le funzioni delle HDAC può rallentare il processo di mutazione e di conseguenza il peggioramento dei sintomi”.
 
Lavorare sugli inibitori di questi enzimi, potrebbe dunque aiutare a curare la patologia.“Quella di Huntington è una malattia particolarmente crudele, che quando viene passata dai genitori ai figli spesso diventa più aggressiva o precoce”, ha continuato il ricercatore. “Con i moderni test genetici, i figli dei malati possono capire se hanno ereditato la modificazione genetica che causa la patologia, ma poi non gli resta che una vita in attesa che i suoi sintomi si sviluppino, di solito intorno ai quaranta anni”.
Lo sviluppo di farmaci in grado di contrastare la malattia è dunque una speranza non solo per i malati, ma anche per i loro figli. “Gli inibitori di HDAC sono ancora in via di sviluppo, testati nei primi studi clinici, dunque dobbiamo apsettare ancora delle conferme”, ha spiegato Lahue. “Ma questa ricerca ci dice che stiamo andando nella direzione giusta”. Anche perché – spiegano gli esperti – il tipo di mutazione che è alla base della corea di Huntington causa anche altre malattie, come la distrofia miotonica di tipo 1.
 
Laura Berardi

23 Febbraio 2012

© Riproduzione riservata

Lotta alla Sepsi. Ministero della Salute: “Investire per salvare vite”. Diagnosi precoce e cure tempestive fondamentali
Lotta alla Sepsi. Ministero della Salute: “Investire per salvare vite”. Diagnosi precoce e cure tempestive fondamentali

Prevenire le infezioni, riconoscere tempestivamente i segnali della sepsi e garantire cure appropriate fin dalle prime fasi. È il richiamo del Ministero della Salute che ieri, 13 settembre, in occasione...

Medicinali veterinari. Ema: i nuovi pareri del Cvmp su autorizzazioni, sicurezza e farmacovigilanza
Medicinali veterinari. Ema: i nuovi pareri del Cvmp su autorizzazioni, sicurezza e farmacovigilanza

Nuove autorizzazioni, modifiche delle indicazioni terapeutiche e delle specie bersaglio, aggiornamenti delle informazioni di sicurezza e nuovi documenti in materia di antimicrobici e farmacovigilanza. È ampio il quadro dei pareri...

Tumore al seno. Aifa approva rimborsabilità inavolisib per le pazienti con mutazione PIK3CA
Tumore al seno. Aifa approva rimborsabilità inavolisib per le pazienti con mutazione PIK3CA

L’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, ha approvato la rimborsabilità di inavolisib in combinazione con palbociclib e fulvestrant, per il trattamento di pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico endocrino...

Roche Italia, Amy VanBuskirk nuova General Manager
Roche Italia, Amy VanBuskirk nuova General Manager

Amy VanBuskirk è la nuova General Manager di Roche Italia. Succede a Stefanos Tsamousis, che proseguirà la sua carriera in Roche come Presidente e Amministratore Delegato dell’affiliata canadese. Nata a...