Un licenziamento in tronco e la sanità toscana

Un licenziamento in tronco e la sanità toscana

Un licenziamento in tronco e la sanità toscana

Gentile Direttore,
ci colpisce e preoccupa questa vicenda del ‘licenziamento’ della direttora della sanità regionale della regione toscana da parte del presidente Rossi che circa un anno fa la volle, fortissimamente volle, in quel ruolo ritenendola poco meno che salvifica. A quel tempo ci fu una polemica che giustamente agitó gli ambienti sanitari riguardante l’intervento di ‘adeguamento’ stipendiale per la Calamai che altrimenti, trasferendosi da AOU Careggi, avrebbe perso un po’ di remunerazione. Anche noi facemmo presente che questi interventi ad personam risultavano, specialmente in un periodo di dannosissimi tagli alla sanità, piuttosto inopportuni.
 
Non conosciamo le vicende e i dettagli che hanno portato a questa rottura. All’esterno non sembrano emersi elementi di merito. E dire che questioni ‘grosse’ ve ne sono tante in corso: la crisi della sanità territoriale, una valutazione degli effetti del gigantismo aziendale ancora da farsi, la riorganizzazione del 118, le risposte in corso al pesante problema delle liste d’attesa fondamentalmente incentrate sul privato (addirittura ‘mettendolo in concorrenza’…) e sul cosiddetto privato sociale.
 
Si rileva un po’ di carenza sul piano della trasparenza, diciamo. Sappiamo solo che “da tempo si susseguono notizie e voci relative alla volontà della dottoressa Calamai di cessare il proprio rapporto di lavoro con la Regione Toscana per accettare nuovi incarichi in altri enti fuori dalla regione. Il rincorrersi delle notizie, nonostante le smentite, ha determinato una situazione di incertezza e ha minato l’autorevolezza e l’affidabilità degli atti e delle strategie della direzione”.
 
Questo episodio suscita qualche considerazione ‘storica’ sui profili di gestione della più importante infrastruttura pubblica della Repubblica (cioè la Sanita Pubblica). Da tempo assistiamo a intensi ‘giri’ dei manager della sanità, direttori generali, che occupano le postazioni in amministrazioni di diverso (almeno supposto tale..) colore politico; abbiamo avuto anche il caso dell’ex assessore toscano ‘tecnico’ che subito dopo si piazza in gruppi di consulenza per il presidente di una regione governata dalla destra.
 
La base di queste ‘evoluzioni’ è certamente connessa all’affermarsi di un’egemonia culturale ‘superaziendalista’, in cui la dimensione tecnica economico-manageriale, supposta ‘neutrale, sovrasta grandi valori-obiettivo, quali, ad es., la lotta alle diseguaglianze e tutto il potente contenuto della Costituzione, a partire dell’art 3 e 32, e delle altre norme sanitarie fondamentali (attualmente, infatti, piuttosto neglette). Sono così emersi alti dirigenti che sembrano un mix tra antico capitano di ventura e piccolo CEO (chief executive officer) di qualche ‘corporation’.
 
Penso che la difesa e il rilancio della ‘bellezza del servizio sanitario nazionale’ dovrà passare anche da un ripensamento dei modelli culturali e organizzativi in questo campo. La politica (la ‘buona’ politica, non quella che piazza adepti nei ‘posti’) dovrebbe promuovere e assicurare questi grandi valori.
 
In ogni caso bisogna sempre sforzarci di esprimere pensieri positivi, come la speranza e gli auguri che dobbiamo al sostituto Tomassini che si cimenterà nella tenuta della quasi cinquantennale sanità toscana (sì, perché in Toscana, fin dalla nascita delle regioni, si incominciò da subito, con un forte collegamento con le realtà sociali, a produrre leggi innovative in questo campo, poi sussunte anche nella riforma del ’78, la legge 833).
 
Enrico Roccato, Mauro Valiani
Forum Diritto alla Salute

14 Aprile 2019

© Riproduzione riservata

Le competenze non si riscrivono una professione alla volta
Le competenze non si riscrivono una professione alla volta

Gentile Direttore,il caso dell’Atto del Governo n. 440 mostra quanto sia delicato intervenire sulla disciplina delle attività di una professione senza valutare contestualmente gli effetti che quelle modifiche possono produrre...

La salute non comincia in ospedale: enti locali e prevenzione primaria per costruire comunità più sane
La salute non comincia in ospedale: enti locali e prevenzione primaria per costruire comunità più sane

Gentile Direttore,quando parliamo di salute, il pensiero corre quasi automaticamente agli ospedali, agli ambulatori, alle liste d’attesa e alle prestazioni sanitarie. È comprensibile, ma è una rappresentazione incompleta della salute...

Punti nascita Toscana. Regione cerca soluzioni per Campostaggia, Monni: “Qui si continuerà a partorire”
Punti nascita Toscana. Regione cerca soluzioni per Campostaggia, Monni: “Qui si continuerà a partorire”

C’è un piano A e un piano B per provare a salvare il Punto nascita dell’ospedale di Campostaggia a Poggibonsi, in provincia di Siena, uno delle tre strutture toscane (assieme...

Direttori generali: non basta cambiare chi sceglie, occorre ripensare il mandato
Direttori generali: non basta cambiare chi sceglie, occorre ripensare il mandato

Gentile Direttore, il disegno di legge N° 179/2023 “Modifiche al decreto legislativo 4 agosto 2016, n.171, in materia di nomina del Direttore Generale delle Aziende Sanitarie Locali, delle Aziende Ospedaliere...