Polmonite associata a ventilazione meccanica. Ad Eccmid 2019 presentati i risultati di fase III di Zerbaxa verso Meropenem

Polmonite associata a ventilazione meccanica. Ad Eccmid 2019 presentati i risultati di fase III di Zerbaxa verso Meropenem

Polmonite associata a ventilazione meccanica. Ad Eccmid 2019 presentati i risultati di fase III di Zerbaxa verso Meropenem
I dati incoraggianti dello studio Aspect-Np, dove la combinazione ceftolozano/tazobactam è risultata non inferiore rispetto a meropenem, aprono nuovi scenari terapeutici per il trattamento delle polmoniti associate a ventilazione meccanica, una delle infezioni nosocomiali più diffuse nelle terapie intensive. 

Come evidenzia l’ultimo report sulle infezioni nosocomiali pubblicato dall’European Center for Disease and Control (Ecdc), 7.800 persone muoiono ogni anno, in Italia, a causa di infezioni contratte in ospedale numeri che proiettano il nostro Paese in cima alle classifiche europee. La polmonite acquisita in ospedale è la seconda infezione nosocomiale più frequente nel mondo ed è considerata la principale causa di morte per infezioni nosocomiali. Tra le polmoniti nosocomiali, le polmoniti associate alla ventilazione meccanica rappresentano approssimativamente il 70%-80% di tutti i casi registrati nei reparti di terapia intensiva. La gestione terapeutica delle Vap è complicata dall’aumento dell’antibiotico resistenza tra i patogeni Gram negativi. 

A questo proposito, però, si profilano novità in ambito scientifico. Sono stati infatti presentati, in occasione della 29° edizione dell’European Congress of Clinical Microbiology & Infectious Diseases (Eccmid), che si sta tenendo in questi giorni ad Amsterdam, i risultati dello studio Aspect-Np. Si tratta di uno studio clinico di fase III multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, sull’efficacia e sicurezza della combinazione ceftolozano/tazobactam vs meropenem per il trattamento dei pazienti adulti con polmonite nosocomiale associata a ventilazione meccanica (Vap).

La combinazione ceftolozano/tazobactam è attualmente approvata in Usa e in Europa per il trattamento dei pazienti adulti con infezioni complicate del tratto urinario, compresa la pielonefrite e, in combinazione con metronidazolo, ove indicato, per le infezioni intra-addominali complicate. Nel trial clinico Aspect-Np, ceftolozano-tazobactam è risultato non inferiore al farmaco di confronto meropenem, appartenenete alla classe dei carbapenemi, nel trattamento delle VAP. L’impiego di ceftolozano/tazobactam potrebbe pertanto permettere la riduzione del consumo di carbapenemi, diffusamente impiegati per il trattamento di queste infezioni, e quindi dei tassi di infezione sostenuti da batteri produttori di carbapenemasi (es. Klebsiella pneumoniae), nell’ottica della “carbapenem sparing strategy” e dei principi della “antimicrobial stewardship” per l’uso mirato e appropriato degli antibiotici disponibili. Sulla base dei dati raccolti, Msd – nota come Merck in Usa e Canada – ha presentato un nuovo dossier alla Food & Drug Administration e alla European Medicines Agency, richiedendo una valutazione del farmaco per questa nuova indicazione.
 
Lo Studio Aspect-Np 
Aspect-Np è uno studio di fase III prospettico, multicentrico, randomizzato, in doppio-cieco, di non inferiorità, che valuta il profilo di efficacia e sicurezza della combinazione ceftolozano-tazobactam comparata a meropenem, nei soggetti con diagnosi di polmonite nosocomiale associata a ventilazione meccanica.  Nello studio, 726 pazienti, randomizzati in proporzione 1:1, hanno ricevuto una dose da 3g di ceftolozano/tazobactam (2g ceftolozano/1g tazobactam) o una dose da 1 g di meropenem, somministrati per via endovenosa ogni 8 ore per 14 giorni.
Meropenem è un antibiotico iniettable ad ampio spettro, ampiamente usato per trattare infezioni batteriche severe. Gli endpoint primario e secondario, sono relativi alla mortalità per qualunque causa dopo 28 giorni e la risposta clinica al “test of cure (TOC)” nella popolazione “intent-to-treat”. 

 
Risultati
Per quanto riguarda l’endpoint primario relativo alla mortalità per qualunque causa dopo 28 giorni nella popolazione intent-to-treat (Itt), la combinazione ceftolozano/tazobactam è risultata non inferiore rispetto a meropenem (24% e 25.3% rispettivamente). Inoltre, il 54.4% dei pazienti nel gruppo di trattamento con ceftolozano/tazobactam ha raggiunto la guarigione clinica al Test-of-Cure (7-14 giorni dopo la fine della terapia) nella popolazione Itt, versus il 53.3% dei pazienti nel gruppo di trattamento con meropenem.

L’incidenza di effetti indesiderati è stata registrata nel 10.5% dei pazienti in trattamento con ceftolozano/tazobactam e nel 7.5% dei pazienti in trattamento con meropenem. I più comuni effetti indesiderati sono stati: anomalie della funzionalità epatica, colite da Clostridium difficile e diarrea. Livelli comparabili di effetti collaterali sono stati riportati in entrambi i gruppi di trattamento, in pazienti critici (con elevato punteggio Apache) e in circa l’1% dei casi, si è resa necessaria la sospensione della terapia a causa degli effetti collaterali.

Il poster correlato (ref. O-0302), presentato all’Eccmid, riporta inoltre l’analisi di efficacia suddivisa per patogeno responsabile dell’infezione nell’ambito dello studio Aspect-Np che dimostra come la risposta a Zerbaxa (dal punto di vista clinico e microbiologico) sia comparabile a quella di meropenem, per i batteri Gram-negativi, inclusi Pseudomonas aeruginosa e Enterobacteriaceae.

Nella popolazione microbiologicamente valutabile (ME), quelli cioè con un patogeno Gram-negativo al basale, la guarigione clinica è stata del 75.2% e del 66.7% e i tassi di risposta microbiologica sono stati del 69.9% e del 62.4% per ceftolozano/tazobactam e meropenem rispettivamente. Tali risultati sono stati confermati anche nella popolazione “Microbiologic intention-to-treat” (mITT) con tassi di guarigione clinica del 73% e del 67.9% per ceftolozano/tazobactam e meropenem rispettivamente.

Ceftolozano/Tazobactam
La combinazione ceftolozano/tazobactam è un antibiotico somministrato per infusione composto dalla cefalosporina ceftolozano solfato e dall’inibitore delle beta-lattamasi tazobactam sodium.
La combinazione è approvata per il trattamento, nei pazienti adulti, delle infezioni complicate del tratto urinario causate da batteri Gram-negativi come: Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Proteus mirabilis. In associazione con metronidazolo, ove indicato, ceftolozano/tazobactam è efficace nelle infezioni intra-addominali complicate, causate dai batteri Gram-negativi e Gram-positivi: Enterobacter cloacae, Escherichia coli, Klebsiella oxytoca, Klebsiella pneumoniae, Proteus mirabilis, Pseudomonas aeruginosa, Streptococcus anginosus, Streptococcus constellatus, e Streptococcus salivarius.
 

16 Aprile 2019

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