Hiv. Atrofia sostanza grigia del cervello accelera invecchiamento

Hiv. Atrofia sostanza grigia del cervello accelera invecchiamento

Hiv. Atrofia sostanza grigia del cervello accelera invecchiamento
Uno studio americano evidenzia un legame diretto tra il deterioramento di alcune aree cerebrali nei pazienti Hiv positivi e il decadimento cognitivo. Gli esperti hanno sviluppato un modello per valutare i profili neurali delle possibili alterazioni neurocognitive associate all'Hiv. Ma sono necessari ulteriori studi per poter arrivare a conclusioni significative

(Reuters Health) – Secondo una metanalisi degli studi eseguita da ricercatori del Georgetown University Medical Center di Washington, le persone con Hiv sono colpite da un’atrofia della sostanza grigia che si localizza prevalentemente nella regione frontale, compresa la corteccia cingolata anteriore (Acc) e la regione caudato/striato.

“L’atrofia della sostanza grigia è spesso osservata nelle persone che convivono con l’Hiv, ma non è chiaro se alcune aree sianno più vulnerabili di altre”, dicono Xiong Jiang e colleghi, autori della ricerca.

La metanalisi


Per studiare i profili neurali delle possibili alterazioni neurocognitive associate all’Hiv (Hand), il team ha esaminato i risultati di 25 studi condotti su 1.370 persone con Hiv e su 889 controlli. Usando una nuova tecnica di metanalisi chiamata “valutazione della probabilità di colocalizzazione”, hanno scoperto che l’atrofia frontale era associata alla malattia dell’Hiv e differenziava in modo significativo i pazienti dai controlli.

L’atrofia del caudato/striato, poi, è stata associata a compromissione neurocognitiva. “Il caudato/striato ha dimostrato di essere la regione più colpita – afferma Jiang – È interessante notare che qui abbiamo trovato un legame diretto tra l’atrofia del caudato/striato e il deterioramento cognitivo”. “La lesione frontale/Acc è molto diffusa negli adulti Hiv positivi, suggerendo un’alta prevalenza di compromissione lieve delle funzioni cognitive associate a queste regioni, come il multitasking, il controllo cognitivo e altre funzioni esecutive di alto livello”, aggiunge il ricercatore.

Jiang ha anche sottolineato che “è noto che l’invecchiamento ha un impatto significativo anche sulla funzione frontale/Acc, quindi gli anziani Hiv positivo probabilmente saranno a rischio elevato a causa del doppio fattore invecchiamento e Hiv. L’invecchiamento rapido della popolazione Hiv positiva potrebbe diventare sempre più un problema significativo”.

Fonte: Hum Brain Mapp 2019
 
David Douglas

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

David Douglas

17 Aprile 2019

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