Malattie sessualmente trasmissibili. La Giunta istituisce il Centro unico multidisciplinare di Torino

Malattie sessualmente trasmissibili. La Giunta istituisce il Centro unico multidisciplinare di Torino

Malattie sessualmente trasmissibili. La Giunta istituisce il Centro unico multidisciplinare di Torino
Avrà sede nell’Asl Città di Torino e unificherà le tre strutture attualmente attive nel capoluogo, per garantire diagnosi e cura delle infezioni trasmesse sessualmente, con accesso diretto, gratuito e in anonimato, integrandole con nuove funzioni per la promozione della salute sessuale. “Un modello unico a livello nazionale”, spiega la Giunta. In Piemonte, in totale, i centri saranno 7. Oltre a quello di Torino, ce ne sarà uno ad Asti, Biella, Cuneo, Novara, Verbania e Vercelli.

Un unico Centro a Torino per la prevenzione e la cura delle malattie sessualmente trasmissibili. Lo prevede la delibera che sarà approvata nei prossimi giorni dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità, e i cui contenuti sono stati anticipati in una nota diramata dalla Regione.

Il Centro avrà sede nell’Asl Città di Torino, Dipartimento di Prevenzione, e di fatto unifica le 3 strutture attualmente attive nel capoluogo, continuando a garantire ai cittadini le prestazioni di diagnosi e cura delle infezioni trasmesse per via sessuale, con accesso diretto, in gratuità e anonimato, integrandole con nuove funzioni per la promozione della salute sessuale. Si tratta di un modello unico a livello nazionale.

In totale, saranno 7 i centri in Piemonte: 1 a Torino e 6 nel resto della regione (Asti, Biella, Cuneo, Novara, Verbania e Vercelli).

Il provvedimento, spiega la nota, rientra nell’ambito della nuova organizzazione della rete dei Centri per le malattie sessualmente trasmissibili e parte dalla necessità di dare una concreta realizzazione alle più recenti raccomandazioni contenute nei piani nazionali e internazionali.

Il Centro multidisciplinare opererà in stretto raccordo con i servizi sanitari a vario titolo dedicati (malattie infettive, dermatologia, ginecologia ed ostetricia, rete dei consultori, rete dei servizi vaccinali) e svolgerà attività di prevenzione e promozione della salute, diagnosi e cura delle infezioni, consulenza psicologica, assistenza alle vittime di violenza sessuale, consulenza e supporto alla programmazione regionale, attività di sorveglianza epidemiologica, formazione e ricerca scientifica.

I dati sulle Infezioni trasmesse per via sessuale.
In Piemonte, spiega la nota, l’incidenza di gonorrea (336 nel 2016, pari a 7,6 casi ogni 100.000 piemontesi) cresce nel decennio 2007- 2016 con una media di 17 casi in più all’anno.

L’aumento si registra prevalentemente nei giovani (25-34 anni) italiani. Analoga tendenza si osserva per la sifilide che aumenta nei maschi, mentre presenta una lieve decrescita nelle donne. Il 78% dei casi di sifilide sono forme contagiose e nell’87% dei casi le diagnosi sono in uomini.

Il tasso di incidenza più elevato (34,6 casi ogni 100.000 abitanti) si registra dai 35 ai 44 anni di età. Nel 38% dei casi le persone con diagnosi di sifilide risultano sieropositive per HIV.

Dal 2007 al 2016 i nuovi casi di HIV diagnosticati nei Centri MST del Piemonte sono 404. Durante il decennio il numero di nuove diagnosi di HIV effettuate nei Centri IST si mantiene pressoché stabile (40 casi in media l’anno), a fronte di una riduzione dei casi a livello regionale.

A partire dalla loro attivazione a tutt’oggi, la maggior quota di accessi e di diagnosi si concentrano a Torino (86% dei pazienti con IST). Nell’area metropolitana vengono diagnosticate con maggior frequenza le infezioni sessualmente trasmesse più rilevanti: il 74% dei casi di sifilide, il 90% dei casi di gonorrea e il 75% delle nuove diagnosi di infezione da HIV.

14 Maggio 2019

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