Malattie respiratorie. A Viterbo il VIII Convegno nazionale della Tuscia

Malattie respiratorie. A Viterbo il VIII Convegno nazionale della Tuscia

Malattie respiratorie. A Viterbo il VIII Convegno nazionale della Tuscia
Appuntamento il 24 e 25 maggio a Viterbo, presso il complesso Santa Maria in Gradi. Promosso dall’Aipo, Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri, si propone di rispondere ai mutamenti degli scenari accompagnando la pneumologia da una medicina reattiva ad una medicina il più possibile territoriale, proattiva e di iniziativa, al fine di ridurre i ricoveri ospedalieri e di razionalizzare la spesa sanitaria. IL PROGRAMMA

Torna a Viterbo il Convegno nazionale della Tuscia sulle “Nuove prospettive nelle malattie respiratorie”. Giunto all’ottava edizione, il convegno promosso dall’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (Aipo) si terrà il 24 e 25 maggio con l’obiettivo di affrontare i temi “caldi” della pneumologia in una fase di mutamento dello scenario della Sanità, “con l’esigenza di passare da una medicina reattiva ad una medicina il più possibile territoriale, proattiva e di iniziativa, al fine di ridurre i ricoveri ospedalieri e di razionalizzare la spesa sanitaria”, spiegano gli organizzatori.

Le malattie respiratorie croniche, si ricorda nel programma dell’evento, “richiedono una gestione integrata non solo fra specialisti e medici di medicina generale, ma anche fra tutti coloro che prendono in carico il paziente. Essendo sottodiagnosticate e sottostimate comportano elevati costi socio economici e, se non precocemente trattate, evolvono verso forme più gravi fino all’insufficienza respiratoria. La BPCO in particolare è una condizione clinica eterogenea con numerose possibilità di trattamento a seconda dei fenotipi di ciascun paziente. La disponibilità di nuove molecole, di nuovi device, di nuove modalità di somministrazione dei farmaci richiede una revisione critica dei vecchi schemi terapeutici che lo specialista deve ‘cucire’ addosso ad ogni paziente”.

La questione, spiega l’Aipo, è anche legata all’ambiente in cui viviamo. “L’aumentata prevalenza delle malattie allergiche, specie l’asma, in tutto il mondo ha messo in evidenza l’importanza dei fattori ambientali e climatici, correlati a un cambiamento dello stile di vita: all’esposizione agli allergeni si associa infatti l’effetto dell’inquinamento – atmosferico, professionale, indoor – del global warming, del fumo, degli agenti infettivi, nonché di altri fattori legati allo stile di vita, inducendo il sistema immunitario a esprimere risposte che favoriscono l'atopia. Diventa necessario, al fine di prevenire lo scatenarsi di crisi asmatiche, considerare il mutato panorama degli aeroallergeni così da poter trattare tali forme utilizzando i mezzi che la farmacologia e l'immunoterapia ci mettono a disposizione”.

Al convegno si parlerà anche di Sindrome della Apnee Ostruttive del Sonno (OSA), “patologia cronica ancora oggi sottostimata”, ha un pesante impatto sulla vita quotidiana, la performance lavorativa, i rapporti sociali e la guida per la eccessiva sonnolenza diurna (EDS) correlata a tale sindrome. I costi diretti ed indiretti che ne derivano sono notevoli, sia per il singolo che per la collettività. Ma anche in questo campo, “l’attenzione delle società scientifiche per questa patologia sta portando notevoli passi avanti nella sua gestione e nel suo trattamento. Dopo il recepimento da parte dell’Italia della Direttiva Europea sulla patente di guida in caso di OSA, anche le responsabilità sociali e medico legali della diagnosi, al fine del giudizio di idoneità alla guida nel caso di eccessiva sonnolenza diurna derivante dall’OSA, sono estremamente attuali”.

Tra i temi che verranno trattati, anche quelli inerenti le tecnologie a disposizione. “Gli esami spirometrici e le immagini radiologiche possono facilmente e velocemente viaggiare fra diversi operatori sanitari (teleconsulto) e dal domicilio dei pazienti agli operatori sanitari (telemonitoraggio). Questi nuovi sistemi – spiega l’Aipo – costituiscono parte integrante delle  nuove reti di gestione ospedale-territorio per la cura delle patologie croniche sia attraverso la creazione di database condivisi su portali web, sia attraverso nuove forme ultraveloci di consulto fra MMG e specialisti e fra specialisti stessi. Poter attivare il monitoraggio telematico domiciliare per i malati più complessi apre nuove prospettive di deospedalizzazione in sicurezza per pazienti cronicamente gravi, con grandi vantaggi potenziali non solo per la riduzione dei costi, ma per la qualità di vita per i pazienti. Il PDTA è ad oggi lo strumento gestionale indispensabile per le patologie respiratorie croniche”.

Insomma, un viaggio a 360 gradi tra malattie respiratorie e nuovi scenari di lavoro, per accompagnare i medici verso la migliore capacità di presa in carico dei pazienti.

21 Maggio 2019

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