Che sanità futura col trionfo della Lega?

Che sanità futura col trionfo della Lega?

Che sanità futura col trionfo della Lega?
L’aspetto che maggiormente mi fa riflettere guardando alla sanità nel giorno del trionfo elettorale della Lega, è più ideologico. Riguarda la discrasia che c’è tra il carattere solidaristico, universalistico, equitativo del nostro SSN e la visione più individualistica (egoistica) della società che gli Italiani stanno sempre più esprimendo, in cui prevalgono aspetti antitetici proprio a quel SSN e con esso dissonanti e non compatibili.

Che impatto potranno avere i risultati delle Europee sulla nostra sanità? Premesso che trattandosi appunto di Europee non si modificano gli equilibri parlamentari nostrani, guardando al programma di fondo della Lega di Salvini, così largamente votato dalla maggioranza relativa degli elettori, il pensiero va alle evoluzioni future su autonomia regionale e taglio delle tasse.
 
La prima, in modo articolato ma incisivo, ridefinisce in direzione anti redistributiva le risorse del FSN alle Regioni più ricche a spese delle povere, quindi con conseguenze di potenziale ridotta equità tra esse
 
Il secondo, il taglio delle tasse, di fatto incrementa il rischio di riduzione delle risorse pubbliche per finanziarne i servizi, in primis, appunto, la sanità pubblica
 
L’autonomia regionale, attraverso i costi dei fabbisogni standard, rivedrebbe di fatto la perequazione dalle “ricche” alle “povere” mantenendo le Regioni del Nord maggiori proprie risorse fiscali. Con invarianza finanziaria, quindi “togliendo” alle regioni del Sud. La proposta, va ricordato, non a caso proviene in origine dalle tre Regioni più ricche d’Italia, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.
 
Riguardo al taglio delle aliquote fiscali o all’estensione della flat tax, è superfluo ricordare che ridurre le entrate obbliga a ridurre le uscite, quindi anche quelle per il SSN.
A meno di finanziare la spesa pubblica a debito, ma il nostro è già il terzo al mondo per entità, o battere moneta, uscendo dall’euro, con conseguenze letali per generazioni che non sto qui a dettagliare.
 
Ma l’aspetto che maggiormente mi fa riflettere guardando alla sanità nel giorno del trionfo elettorale della Lega, è più ideologico. Riguarda la discrasia che c’è tra il carattere solidaristico, universalistico, equitativo del nostro SSN e la visione più individualistica (egoistica) della società che gli Italiani stanno sempre più esprimendo, in cui prevalgono aspetti antitetici proprio a quel SSN e con esso dissonanti e non compatibili.
 
Un crescente sentire comune ormai ampiamente diffusosi, sul quale per il policy maker, anche chiamato a più stringenti esigenze prossime di bilancio, diventa agevole trovare consenso per ridimensionare la sanità pubblica a favore di un crescente sistema di sanità mutualistico-assicurativa privato, “all’americana”, ovvero basato sul binomio responsabilizzazione e capacità reddituale individuali, in linea con il mood corrente.
 
Da economista keynesiano e welfarista ritengo sarebbe deleterio. Non per ragioni ideologiche ma per le conseguenze nella società nel medio-lungo termine, perché penalizzerebbe in misura drammatica, e con nefaste conseguenze sociali di carattere “sud americano”, soprattutto le classi meno abbienti.
 
Che paradossalmente sono proprio quelle che oggi votano chi è favorevole a tale ridimensionamento di welfare e servizi pubblici.
 
Prof. Fabrizio Gianfrate
Economia Sanitaria

Fabrizio Gianfrate

27 Maggio 2019

© Riproduzione riservata

L’interoperabilità dei dati sanitari può far risparmiare fino al 6,6% della spesa sanitaria. Ocse: “Ma i sistemi sono ancora troppo frammentati”
L’interoperabilità dei dati sanitari può far risparmiare fino al 6,6% della spesa sanitaria. Ocse: “Ma i sistemi sono ancora troppo frammentati”

L’interoperabilità dei dati sanitari rappresenta una delle principali leve per rendere più efficienti, sicuri e sostenibili i sistemi sanitari. Eppure, nonostante gli ingenti investimenti nella digitalizzazione degli ultimi vent’anni, la...

Screening oncologici 2025: più di un italiano su 2 non aderisce. Migliora la mammografia e frena lo screening cervicale. Resta il divario Nord-Sud
Screening oncologici 2025: più di un italiano su 2 non aderisce. Migliora la mammografia e frena lo screening cervicale. Resta il divario Nord-Sud

Sono oltre 17,7 milioni i cittadini invitati nel 2025 ai programmi di screening oncologico organizzati dal Servizio sanitario nazionale e più di 7,5 milioni quelli che hanno aderito ai controlli....

Oltre uno studente su sei presenta almeno un comportamento a rischio tra social media, gaming e gioco d’azzardo
Oltre uno studente su sei presenta almeno un comportamento a rischio tra social media, gaming e gioco d’azzardo

Più di uno studente italiano su sei tra gli 11 e i 17 anni presenta almeno un comportamento a rischio legato all'uso problematico dei social media, al gaming o al...

Incidenti stradali, 2.868 vittime in Italia bel 2025 (-5,3%) e 237.822 feriti (+1,7%). I dati Istat
Incidenti stradali, 2.868 vittime in Italia bel 2025 (-5,3%) e 237.822 feriti (+1,7%). I dati Istat

Nel 2025 il livello di mobilità è tornato ai livelli prepandemici, con una riduzione del numero delle vittime per incidentalità stradale nell’ultimo anno a fronte di un incremento degli incidenti...