Concorso per farmacie. Mandelli (Fofi): “Un’ingiustizia che deve essere sanata”

Concorso per farmacie. Mandelli (Fofi): “Un’ingiustizia che deve essere sanata”

Concorso per farmacie. Mandelli (Fofi): “Un’ingiustizia che deve essere sanata”
Per il presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti le disposizioni del decreto liberalizzazioni “da una parte appiattiscono i meriti acquisiti dai candidati, dall’altra discriminano a priori una parte dei colleghi. Intendiamo impegnarci al massimo per rimediare a questa ingiustizia".

“Le disposizioni sul concorso straordinario che dovrà assegnare le nuove farmacie previste dal decreto rischiano di tradursi in una mortificazione del merito e nell’azzeramento delle competenze acquisite sul campo, trasformando un concorso in una sorta di assegnazione in base a criteri burocratici”. Questo, nelle parole del presidente Andrea Mandelli, il giudizio della Federazione degli Ordini dei Farmacisti italiani sulla scelta di procedere all’assegnazione delle nuove sedi attraverso un concorso per soli titoli in cui viene operata l’equiparazione tra l’attività svolta nelle farmacie rurali sussidiate, negli esercizi di vicinato e nelle farmacie urbane.

“Come abbiamo già detto – ha aggiunto Mandelli -, non si tratta di favorire questa o quella componente professionale, ma di considerare che dall’appiattimento dei meriti viene danneggiato chi ne ha acquisiti di più”. Questa circostanza, secondo la Fofi, è aggravata dalla scomparsa della prova di esame, che invece era prevista nella precedente stesura del testo. “Per un Governo che fa della meritocrazia una delle sue parole d’ordine, questa è una patente contraddizione” commenta Mandelli.

“Così come congegnata, la norma impedisce a molti colleghi anche soltanto di sperare in una partecipazione positiva al concorso” aggiunge il segretario della Fofi, Maurizio Pace. “Mi riferisco ai farmacisti ospedalieri, a quelli dei servizi territoriali, ai ricercatori universitari e agli informatori scientifici del farmaco. Questi ultimi, in particolare nel Mezzogiorno, sono al centro di una gravissima crisi occupazionale. Tutti questi colleghi, i cui titoli non sono stati rivalutati, non possono nemmeno contare sulla prova d’esame per poter colmare lo svantaggio. Mi sembra evidente” conclude Pace “che sia ormai indifferibile un ripensamento complessivo dei percorsi professionali, anche dal punto di vista previdenziale”.  

La Federazione si è fatta promotrice di un incontro tra i rappresentanti delle componenti professionali interessate con i relatori alla Camera del decreto “Cresci Italia”. “Se anche c’è un minimo spiraglio per rimediare a questa ingiustizia intendiamo impegnarci al massimo delle nostre possibilità” conclude Andrea Mandelli.

07 Marzo 2012

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