I dati sulla Pma in Italia
Sono questi in sintesi gli ultimi dati sullo stato di attuazione della legge contenente norme in materia di Procreazione medicalmente assistita (Pma) pubblicati nella relazione del Ministro della Salute al Parlamento del giungo 2011. I dati che indicano un trend costante di aumento nell’accesso alle tecniche PMA, dell’efficacia, delle gravidanze e dei nati vivi.
Anche nel 2009 si assiste ad un ulteriore incremento dell’età delle donne che accedono alle tecniche di Pma: 36,2 anni, al di sopra del corrispettivo dato europeo (nel 2006 era di 34,3 anni). In Italia ben il 28,2% dei cicli è effettuato da pazienti con età superiore ai 40 anni: anche questo dato è in aumento rispetto al 2008, quando era il 26,8%. Allo stesso tempo, si riduce la numerosità dei cicli a fresco effettuati su pazienti con età inferiore a 35 anni.
Considerando che l’aumento dell’età media delle donne incide negativamente sui risultati, il continuo incremento della percentuale di gravidanze e dei nati vivi può considerarsi un risultato più che soddisfacente.
I parti gemellari nel 2009 rimangono costanti, mentre si registra una riduzione dei parti trigemini: dal 2.7% del 2008 al 2.4% del 2009. Nel raffronto con i dati di altri paesi europei (l’ultimo dato di riferimento per i parti trigemini è quello relativo al 2006), corrispondente allo 0.9%, che, considerando anche le “riduzioni fetali” riportate dall’EIM (European Ivf Monitoring) si può ipotizzare corrispondere ad una percentuale di riferimento per i parti trigemini in Europa pari al 1.5%.
Il valore italiano dei parti trigemini del 2.4% è però un risultato medio di valori che, escludendo i centri con meno di dieci parti, variano da zero al 18.8%.
Si conferma quindi una enorme variabilità per ciò che riguarda i parti plurigemellari: un’ampia forbice, pur ridotta rispetto all’anno precedente, dovuta alle forti differenze nei criteri seguiti e nelle procedure adottate dagli operatori del settore.
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09 Marzo 2012
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