Batterio New Delhi. In Toscana 17 decessi su 44 infezioni in 8 mesi. Ma la Regione rassicura: “Nessun allarme”

Batterio New Delhi. In Toscana 17 decessi su 44 infezioni in 8 mesi. Ma la Regione rassicura: “Nessun allarme”

Batterio New Delhi. In Toscana 17 decessi su 44 infezioni in 8 mesi. Ma la Regione rassicura: “Nessun allarme”
“I numeri, sia pur più alti di quelli attesi, non sono tali, e già da mesi sono state messe in atto le misure necessarie per conoscere meglio il fenomeno ma soprattutto ridurne l’estensione”, ha detto l’assessore Saccardi. Dal novembre 2018 a fine luglio la mortalità osservata nei casi infetti è di 17 su 44 (pari quasi al 40%). Occhi puntati sull’ospedale Cisanello di Pisa, dove su 31 casi di infezione si sono registrati 10 casi di mortalità (32%).

La Toscana schiera le sue armi contro il batterio New Delhi, tra i più resistenti agli antibiotici, che negli ultimi mesi ha fatto registrare diversi casi negli ospedali della Regione, tanto da far alzare i livelli di guardia anche se l’assessore alla Salute, Stefania Saccardi, smentisce che si tratti di una situazione di allarme. “I numeri, sia pur più alti di quelli attesi, non sono tali, e già da mesi sono state messe in atto le misure necessarie per conoscere meglio il fenomeno ma soprattutto ridurne l’estensione”, ha detto l’assessore facendo il punto negli scorsi giorni.

Il batterio New Delhi negli ospedali della Regione ha fatto registrare una particolare concentrazione negli ospedali della Area Vasta Nord Ovest: i pazienti che dal novembre 2018 al monitoraggio di fine luglio sono stati infettati dal New Delhi sono stati 64. La mortalità osservata finora nei casi infetti è di 17 su 44 (pari quasi al 40%). Si tratta di un dato in corso di aggiornamento, in quanto i dati di mortalità arrivano dopo i casi di notifica delle infezioni. Ad oggi, quindi, è possibile dare il dato di mortalità (17) solo su 44 casi infetti.

C’è però uno dato aggiornato per quanto riguarda il Cisanello di Pisa, l'ospedale che concentra il maggior numero di casi di infezione: nell'ultimo monitoraggio, su 31 casi di infezione (quindi dato ad oggi), si registravano 10 casi di mortalità, pari al 32%.

“La cautela nel comunicare il numero dei decessi – fanno sapere dagl uffici dell'assessorato – è dovuta alle condizioni generali di questi pazienti: non è detto che la causa della morte sia stata necessariamente il batterio New Delhi, le cause possono essere altre, oppure il batterio può essere una concausa. Il dato netto di causa-effetto sarà disponibile solo dopo una attenta analisi e valutazione”.

Dalla settimana prossima, la Regione darà comunque costante comunicazione dei dati attraverso un monitoraggio continuo dei numero di portatori del batterio, degli infetti e dei decessi, presidio per presidio, in tempo reale, allo scopo anche di contribuire ad una corretta informazione tesa in particolare a rassicurare e ad adottare le misure di prevenzione, ovvero ridurre l'utilizzo non corretto di antibiotici.

La Regione ricorda di essere stata, in questi mesi, “in costante contatto con il Ministero della salute e l'Istituto superiore di sanità, e il tema è stato oggetto di confronto all'interno del Tavolo regionale relativo al Piano Nazionale di Contrasto dell'Antimicrobico-Resistenza (PNCAR), a partire da marzo 2019. E' stata poi costituita una Unità di crisi regionale, tuttora attiva, della quale fanno parte professionisti esperti in materia di infezioni correlate all'assistenza nelle diverse discipline coinvolte. Prodotto di questo costante lavoro è stato il decreto regionale del 26 luglio, con il quale sono state formalizzate le indicazioni operative già fornite a tutte le strutture sanitarie toscane. Con il decreto si fissano le modalità per effettuare lo screening in ingresso al momento del ricovero e per individuare le tipologie di strutture-degenze da tenere sotto controllo. Vengono inoltre individuati indirizzi omogenei a livello regionale per la gestione, sotto il profilo igienico sanitario, dei pazienti colonizzati/infetti, comprese le istruzioni da fornire alla dimissione, i protocolli terapeutici per la gestione clinica dei casi e le indicazioni per la pulizia ambientale”.

09 Settembre 2019

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