Il Governo è cambiato e la sanità?

Il Governo è cambiato e la sanità?

Il Governo è cambiato e la sanità?
Penso che la politica della nuova compagine governativa in materia resterà più o meno la stessa. Con la partita decisiva della legge di Bilancio e con la necessità di riallacciare la matassa del Patto per la Salute sulla quale Speranza potrebbe però trovare la strada della firma ancora più in salita. Ma è chiaro anche che la sanità non sarà indenne dalle possibili sorprese che potrebbero arrivare dall'inedito scenario politico del dopo crisi 

In un mese la fotografia politica del nostro Paese si è ribaltata di 180 gradi. L’unica figura di apparente continuità è quella di Giuseppe Conte ma il suo Governo è un Conte/2 solo a livello numerico perché ne sono cambiati profondamente la composizione e il programma.
 
Tuttavia una certa continuità si può riscontrare proprio sulla sanità. Il ministro è cambiato, è vero, ma se andiamo a leggere il programma giallo-verde e lo confrontiamo con quello (molto più stringato in materia) del neo esecutivo giallo-rosso vi ritroviamo sostanzialmente la stessa impronta pro Ssn.
 
Da difendere con “il coltello tra i denti” dice oggi il neo ministro Roberto Speranza mentre Giulia Grillo salutava pochi giorni fa i suoi sostenitori da facebook con questa frase: “Il rilancio della sanità pubblica, la difesa e la valorizzazione del nostro sistema sanitario, il diritto alla salute di tutti, nessuno escluso, sono stati la mia unica bussola”. 
 
 
Quindi nessun cambiamento per la sanità? Non del tutto. La questione vaccini sembra ormai archiviata e rispetto alla venatura, se non proprio “no vax” ma certamente “free vax” del precedente esecutivo, l’attuale maggioranza (5 Stelle compresi) non sembra molto interessata a riaprire la questione (nonostante le affermazioni odierne di Sileri che appaiono più che altro come una doverosa dichiarazione di continuità rispetto al lavoro parlamentare).
 
Poi sulle autonomie regionali che riguardano anche la sanità in quanto materia oggetto di richiesta di una ancora più ampia autonomia rispetto ad oggi, l’approccio del nuovo Governo potrebbe essere più in linea con un’autonomia più soft e meno estrema di quella voluta soprattutto da Lombardia e Veneto.
 
Ma per il resto penso che la politica della nuova compagine governativa in materia resterà più o meno la stessa. Con la partita decisiva (come sempre) della legge di Bilancio (quanto soldi per il Ssn?) e con la necessità di riallacciare la matassa del Patto per la Salute sulla quale, questo sì, Speranza potrebbe trovare la strada della firma ancora più in salita considerando che la maggioranza dei Governatori è ormai del centro destra.
 
Detto questo va infine considerato che la politica della sanità sarà anch’essa in balia di questa nuova inedita stagione sui cui orizzonti nessuno è veramente pronto a scommettere, sia in termini di durata che di prospettiva.
 
Le carte si sono veramente mischiate bene e quelle che ci hanno sbattuto sul tavolo della post crisi hanno colori e composizione realmente inedite con suggestioni di alleanze fino a poco tempo fa impensabili (Pd e 5 Stelle forse insieme anche alle Regionali) e nuove formazioni politiche dalle ambizioni tanto poco chiare (retroscena a parte) quanto temute (Italia Viva di Renzi), che sarebbe sciocco pensare non avranno influenza sul cammino di questo nuovo Governo che, non dimentichiamolo, nasce comunque debole perché nato dalla paura di Salvini e non da una scelta di campo.
 
Ma è anche vero che, a volte, la paura fa miracoli…
 
Cesare Fassari
 

Cesare Fassari

18 Settembre 2019

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