Servizio mensa per le Asl. Opposizioni chiedono a Giunta nuovi chiarimenti su bando

Servizio mensa per le Asl. Opposizioni chiedono a Giunta nuovi chiarimenti su bando

Servizio mensa per le Asl. Opposizioni chiedono a Giunta nuovi chiarimenti su bando
Depositate due nuove interrogazioni su questa vicenda che si trascina dal gennaio 2018, indirizzata alla Giunta regionale per conoscere i perché Azienda Zero, nonostante la decisione del Consiglio di Stato ed i rilievi dell’Anac, ha riproposto un bando per il servizio di ristorazione delle mense ospedaliere simile a quello precedentemente annullato.

“Siamo veramente alla follia: il Consiglio di Stato annulla il mega appalto sulle mense venete e  l'Anac si pronuncia con una pesantissima censura e Azienda Zero cosa fa? Ripropone un bando sostanzialmente uguale! La Giunta Zaia deve spiegare quali sono le ragioni di questa scelta che appare al di fuori di ogni logica”. Così i consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020, Piero Ruzzante, Patrizia Bartelle e Cristina Guarda che puntano il dito sull’infinita questione del servizio di ristorazione delle Ulss venete.
 
Questi hanno depositato un'interrogazione (la quinta, su questa vicenda che si trascina dal gennaio 2018) indirizzata alla Giunta regionale per conoscere i perché Azienda Zero, nonostante la decisione del Consiglio di Stato ed i rilievi dell’Anac, ha riproposto un bando per il servizio di ristorazione delle mense ospedaliere simile a quello precedentemente annullato. Come è noto la ditta vincitrice della prima procedura di appalto, fu Serenissima Ristorazione, con un centro di cottura a Bora Pisani, inaugurato nel 2010 dall’allora Governatore Giancarlo Galan e finanziato dalla Regione Veneto.
 
Nello scorso febbraio il Consiglio di Stato, accogliendo l’appello della Ditta ricorrente Dussmann, aveva dichiarato che 3 lotti su 6 risultavano illegittimi. A conferma e a conforto della decisione di Palazzo Spada, interviene una Delibera Anac, la n. 427 del 15 maggio 2019 a firma Giuseppe Cantone, con la quale dichiarava illegittimi i rimanenti 3 lotti e, quindi, tutto l’appalto da 303,5 milioni di euro. Lo scorso 2 luglio Azienda Zero rifaceva allora il bando. Pochi giorni fa, precisamente il 30 ottobre 2019, perviene sempre ad Azienda Zero una nota dell’Autorità Nazionale Anticorruzione al prot. 86085 del 29 ottobre 2019, con una richiesta di chiarimento. Segue la delibera nr 541 del 30.10.2019, con la quale Azienda Zero proroga il termine di presentazione delle offerte della gara, facendolo slittare dal 31.10.2019 al 29.11.2019.
 
Questa la cronologia dei fatti. “Sembra di assistere ad un delirio di onnipotenza – spiegano i tre consiglieri del coordinamento Veneto 2020 – nonostante le sentenze, il bando viene ripresentato con la stessa impostazione. In particolare c'è ancora il sistema di cottura esterno e non è stato introdotto alcun vincolo di aggiudicazione. Due aspetti che, nelle sentenze del Consiglio di Stato e secondo il parere dell'Anac, avrebbero favorito una specifica società, ovvero la Serenissima Spa il colosso dell'imprenditore Mario Putin che avrebbe così ottenuto il monopolio della ristorazione ospedaliera in Veneto. Anche noi avevamo anticipato in aula queste contestazioni, che sono però rimbalzate sul muro di gomma dietro cui si è nascosta la Giunta Zaia”. 
 
Sulla stessa scia ci sono anche i consiglieri: Stefano Fracasso, Claudio Sinigaglia, Zottis Francesca, Orietta Salemi, Bruno Pigozzo, Graziano Azzalin eAnnamaria Bigon – Pd – che chiedono alla Giunta Zaia, attraverso una interrogazione a risposta immediata, come mai non c’è stata una corretta riedizione della gara per l’affidamento del servizio di mensa ospedaliera a favore delle ULSS venete e perché non è stato rispettato i rilievi dell’authority sull’art. 51 del codice dei contratti pubblici e dei principi comunitari di libera concorrenza, partecipazione, proporzionalità e non discriminazione di cui all’art. 30 del d.lgs. 50/2016.  “Questa amministrazione regionale ha fatto passare il bando mense come una scelta tecnica quando invece, anche e soprattutto per quanto successo, era ed è una scelta chiaramente politica. Lo conferma l'enorme importo messo in appalto lasciando che fosse un unico concorrente a vincere, evitando, di fatto, la partecipazione delle nostre piccole e medio imprese. Come evidentemente politica è la scelta di non tener conto delle pronunce del Consiglio di Stato e dei rilievi dell’Anac. Spreco di denaro pubblico per le cucine presenti all'interno delle strutture, abbassamento della qualità dei pasti e non osservanza dei principi fondamentali a garanzia dei cittadini. Quanto ci costerà questa scelta?”, è ciò che si chiede la portavoce dei consiglieri PD, Annamaria Bigon. Ad oggi, né Azienda Zero, né la Giunta Zaia hanno fornito i chiarimenti necessari, trincerandosi dietro l’ultimo provvedimento di Anac e l’obbligo di non commentare fatti che sono al vaglio dell’authority.
 
 
Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

22 Novembre 2019

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