Reazioni allergiche. Cosa succede quando si scatenano?
Esiste una predisposizione genetica, ma anche alcuni fattori ambientali possono scatenare l’insorgenza di intolleranze o allergie: esposizione prematura dei bambini ad allergeni o una pulizia eccessiva (tanto da alterare la flora batterica intestinale), possono essere cause che concorrono alla condizione.
Ma cosa succede nel corpo quando si viene a contatto con un allergene?
La prima volta che l’organismo di un soggetto allergico incontra un allergene, le cellule del suo plasma, stimolate da alcuni tipi di linfociti T del sistema immunitario che riconoscono la sostanza sconosciuta come pericolosa, rilasciano immunoglobuline (IgE) specifiche. Queste, una volta formate, rimangono sulla superficie di alcune cellule del tessuto connettivo dette mastociti, che sono dunque rese “reattive” all’allergene dal processo.
La prima esposizione può quindi provocare delle reazioni da nulle a moderate, ma un contatto successivo può portare a sfoghi allergici anche molto pericolosi e soprattutto questi possono essere innescati anche da una piccola quantità di allergene.
Quando la sostanza viene incontrata di nuovo, infatti, i mastociti si attivano e rilasciano una sostanza chimica chiamata istamina, che insieme ad altri elementi (prostaglandine, leucotrieni, eparine, fattori chemiotattici, idrolasi e proteasi) è coinvolta nei processi infiammatori e nelle reazioni allergiche. L’istamina causa broncocostrizione, ovvero le vie respiratorie si serrano e rendono la respirazione difficile, come nel caso dell’asma, ma può anche portare al danneggiamento dei tessuti provocando vasodilatazione, edema, aumento della permeabilità dei vasi sanguigni, alterazioni della muscolatura liscia e del tessuto connettivo, orticaria
Reagendo con i tessuti dell’organismo, queste causano i sintomi della condizione, che possono insorgere da qualche secondo a qualche ora dopo il contatto (più spesso nell’arco di qualche minuto). Le reazioni immediate, riunite insieme sotto il termine di atopia, sono tipiche di individui con una particolare predisposizione, spesso familiare, che spinge il loro organismo a reagire contro allergeni verso i quali invece i soggetti normali non mostrano alcuna reazione. La ragione di ciò sta appunto nel fatto che essi possiedono quantità maggiore degli anticorpi IgE. Nelle reazioni allergiche immediate i sintomi compaiono dopo qualche minuto per scomparire nella maggioranza dei casi dopo 30-60 minuti, si manifestano a carico di una determinata sede corporea (apparato respiratorio, gastrointestinale, cute, congiuntiva) e possono avere diversa gravità, con rischio per la vita del soggetto, come nello shock anafilattico. In questo gruppo di reazioni sono compresi anche la rinite allergica, la malattia da fieno, l'orticaria, la dermatite atopica, l'angioedema, l'allergia alle punture di insetti, le allergie crociate pollini-alimenti e le forme allergiche dell'asmabronchiale. Le reazioni allergiche ritardate non sono invece mediate dagli anticorpi ma direttamente dai linfociti T che in alcuni casi possono attivare solo in un secondo momento monociti e macrofagi, cellule dotate di enzimi litici che provocano il danno tessutale. Le reazioni ritardate compaiono dopo 48-72 ore dall'esposizione.
24 Aprile 2012
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