Influenza. La scorsa settimana 13.500 veneti a letto. L’ultimo bollettino

Influenza. La scorsa settimana 13.500 veneti a letto. L’ultimo bollettino

Influenza. La scorsa settimana 13.500 veneti a letto. L’ultimo bollettino
Salgono a 90.900 i cittadini veneti colpiti dall’influenza dall’inizio della sorveglianza. Iincidenza regionale inferiore alla nazionale (2,75 casi per 1.000 residenti contro 3,73). La fascia più colpita è quella dei bambini 0-4 anni, (incidenza di 4,93). Segnalati 2 casi di complicanze legate all’influenza: un soggetto ha sviluppato una sindrome da distress respiratorio acuto (Ards) e l’altro una grave insufficienza respiratoria acuta (Sari). IL BOLLETTINO

Dal 30 dicembre 2019 al 5 gennaio 2020, altri 13.500 veneti si sono messi a letto con l’influenza, portando il totale dall’inizio del monitoraggio a 90.900 persone colpite, pari a un’incidenza di 2,75 casi per mille residenti, in aumento rispetto alla precedente rilevazione, ma ancora inferiore all’incidenza nazionale, attestata a 3,73 casi per mille. Lo attesta il nuovo Rapporto Epidemiologico sull’influenza, elaborato dalla Direzione Prevenzione della Regione e diffuso oggi dall’Assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin.

L’andamento stagionale, che gli esperti reputano simile a quello degli anni scorsi, indica, anche in questo caso come in ogni stagione, nei bambini da 0 a 4 anni la fascia di età più colpita, con un’incidenza di 4,93 casi ogni mille abitanti. Seguono gli adulti tra 15 e 64 anni (2,84 per mille); i ragazzi tra 5 e 14 anni (2,49); gli ultrasessantacinquenni con 2,07 casi ogni mille.

Il monitoraggio segnala la comparsa, per la prima volta quest’anno, di due casi di complicanze (una sindrome da distress acuto e una grave insufficienza respiratoria acuta), una all’Ulss 3 Serenissima e una all’Ulss 2 Marca Trevigiana.

“I nostri esperti – dice l’Assessore Lanzarin – prevedono che il picco stagionale possa arrivare verso la fine del mese. C’è quindi ancora tempo per vaccinarsi, ed è un appello che rivolgo a tutti i cittadini, ed in particolare alle categorie a rischio. L’intera rete di sanità pubblica rimane attiva e a disposizione”.

08 Gennaio 2020

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