Crescono le nascite all’Ospedale “Carlo Urbani” di Jesi

Crescono le nascite all’Ospedale “Carlo Urbani” di Jesi

Crescono le nascite all’Ospedale “Carlo Urbani” di Jesi
Il polo ostetrico marchigiano balza così al terzo posto subito dopo il Salesi e Macerata. Nel reparto di Ostetricia dell’Ospedale sono nati 903 bambini più di 100 rispetto al 2018. Grazie alla collaborazione con i medici pediatri è possibile assistere neonati dalla 32a settimana o con un peso stimato dai 1500 grammi

Aumentano le nascite nel 2019 nel Reparto di Ostetricia dell’Ospedale “Carlo Urbani” di Jesi diretto da Gianluca Grechi. Numeri che fanno balzare il polo ostetrico marchigiano al terzo posto subito dopo il Salesi e Macerata.
“Abbiamo raggiunto i 903 nati che equivalgono a più di 100 nati rispetto al 2018 – commenta Grechi – ad oggi Jesi è diventato un centro attrattivo sia per l’alta professionalità del personale operante, sia per la presenza di sale travaglio singole dove viene assicurata la privacy della partoriente, sale parto di ultima generazione dotate dei più elevati standard tecnologici di sicurezza”.


 


Alla base del risultato c’è un lavoro di coesione interdisciplinare. “Sotto l’attenta guida del Direttore del Reparto di Anestesia, Bernacconi – ha aggiunto – è stato possibile assicurare a tutte le donne la partoanalgesia in ogni fase del travaglio, con i conseguenti benefici che tutti conoscono. Inoltre viene consentita, in caso di taglio cesareo programmato, la presenza del partner in sala operatoria per umanizzare tale evento e far sì che il momento sia assolutamente condiviso dalla coppia. Con la Dr.ssa Bonucci, Direttore della Pediatria e la sua équipe, si è realizzato un rapporto di simbiosi strettissima che ha portato ad altissimi standard di sicurezza neonatali in sala parto”.


 


Importante la collaborazione con i medici pediatri: è possibile assistere neonati dalla 32a settimana o con un peso stimato dai 1500 grammi.


 


L’Ospedale jesino è anche un centro di eccellenza per la terapia delle patologie del pavimento pelvico. “Ci occupiamo – spiega ancora Grechi – di tutta la parte chirurgica inerente le disfunzioni pelvi-perineali come il prolasso uro-genitale e l’incontinenza urinaria. In nove mesi abbiamo eseguito 86 interventi di chirurgia ricostruttiva pelvica. Soffrire di prolasso o di incontinenza urinaria è qualcosa di delicato da trattare nell’opinione comune. Molte donne la considerano una problematica naturale dell’età. I disturbi possono essere diversi, invalidanti, con importanti ripercussioni sulla qualità di vita del soggetto e il conseguente iter terapeutico cambia da caso a caso. La chirurgia ricostruttiva del pavimento pelvico è una chirurgia individuale e da personalizzare sul singolo paziente”.
 

13 Gennaio 2020

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