Ass. Chi si cura di te?: “Revocare accreditamento scuola di specializzazione del Campus”
"I motivi per cui abbiamo partecipato alla conferenza e sottoscritto l’appello sono molteplici: quanto riportato nel regolamento del Campus Biomedico non solo inficia la formazione e la preparazione degli specializzandi, ma va anche contro l’articolo 9 della legge 194, in cui viene stabilito che l’obiezione di coscienza decade nel momento in cui questo intervento sia indispensabile per salvare la vita della donna in imminente pericolo. È evidente, quindi, che qualsiasi ginecologo formato attraverso una borsa finanziata dal SSN debba essere in grado di saper eseguire una IVG. Ed è proprio la stessa legge a stabilire che l’obiezione di coscienza debba essere una scelta individuale e mai un’imposizione.
Pratiche come la contraccezione, la diagnostica prenatale, l’IVG fanno parte dei diritti per la salute riproduttiva che come medici siamo tenuti a garantire, non farlo significherebbe ledere la salute psico-fisica della donna e andare contro il suo diritto all’autodeterminazione.
Non da ultimo, quanto riportato nel regolamento va contro l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, nel cui Obiettivo 3 rientra la tutela della salute materna in tutte le sue forme.
Bisogna però ricordare che il ‘’Campus Biomedico’’ di Roma è solo parte di un problema molto più grande: sono infatti numerosissimi gli atenei, anche statali, in cui la formazione inerente i temi dell’aborto e della contraccezione è decisamente carente.
Come Esecutivo nazionale dell’Associazione Chi si cura di te? riteniamo quindi che questo debba essere solo il fondamentale punto di partenza di un processo molto più ampio che punti a ripensare il percorso formativo di ogni futuro professionista della sanità, in un’ottica di formazione migliore possibile per un Servizio Sanitario Nazionale che tuteli il diritto alla salute di tutte e tutti".
31 Gennaio 2020
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