Fofi: “Il panico non serve a contrastare le infezioni”
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato in questi giorni una sorta di decalogo per ridurre il rischio che vale la pena riportare:
* Lavarsi di frequente le mani con le soluzioni igienizzanti a base di alcol o con acqua e sapone
* Coprirsi il naso e la bocca con un fazzolettino quando si tossisce o si stranutisce, gettare il fazzolettino e lavarsi le mani
* Evitare contatti ravvicinati con persone che presentino febbre e tosse
* Rivolgersi tempestivamente al medico in caso di febbre e tosse, facendogli anche presente se di recente si sono compiuti viaggi all’estero
* Evitare di consumare alimenti di origine animale crudi o solo parzialmente cotti. Maneggiare i cibi crudi di origine animale in modo da evitare che possano contaminare altri alimenti crudi (verdure, frutta)
“Quanto all’uso delle mascherine serve innanzitutto a evitare di contagiare gli altri, e in paesi come il Giappone è pratica corrente per chiunque abbia anche soltanto il raffreddore” prosegue Andrea Mandelli. “Mai come quando si presenta una nuova malattia infettiva è fondamentale una corretta informazione, innanzitutto quella dei siti istituzionali e quella che viene dai professionisti della salute, e non il passa-parola non verificabile dei social media. I 100.000 farmacisti italiani sono a disposizione per ragguagliare il cittadino e rispondere a tutte le sue richieste”.
31 Gennaio 2020
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