Un obiettivo raggiunto (polio), uno ancora da raggiungere (morbillo)
L’obiettivo raggiunto: la poliomielite
La poliomielite è una grave malattia infettiva a carico del sistema nervoso centrale che colpisce soprattutto i neuroni motori del midollo spinale. La malattia è causata da tre tipi di polio-virus (1,2 e 3), appartenente al genere enterovirus, che invade il sistema nervoso nel giro di poche ore, distruggendo le cellule neurali colpite e causando una paralisi che può diventare, nei casi più gravi, totale. In generale, la polio ha effetti più devastanti sui muscoli delle gambe che su quelli della braccia: le gambe perdono tono muscolare e diventano flaccide, una condizione nota come paralisi flaccida. In casi di infezione estesa a tutti gli arti, il malato può diventare tetraplegico. Nella forma più grave, quella bulbare, il virus paralizza i muscoli innervati dai nervi craniali, riducendo la capacità respiratoria, di ingestione e di parola. In questo caso, è necessario supportare il malato con ausili nella respirazione.
L’ultimo caso americano risale al 1979, mentre nel nostro paese è stato notificato nel 1982. Dopo la certificazione di polio-free data all’Europa nel 2002, in realtà nella regione ci sono stati nuovi casi di questa malattia: nel 2010 in quattro nazioni (Kazakistan, Russia, Tagikistan e Turkmenistan) sono stati riportati 475 nuovi contagi da polio-virus 1, con 30 morti accertate. Nonostante questo la regione ha potuto mantenere il suo status per aver dato prova di essere capace di reagire stabilendo velocemente nuove regole di copertura vaccinale, nonché di avere sistemi di sorveglianza sensibili. Come si legge sul sito dell’Oms, infatti, per poter dichiarare eradicata una malattia in una zona è importante che non ci siano casi per almeno tre anni, ma che in caso si verificassero la sorveglianza risulti essere efficace e la campagna di vaccinazione tempestiva.
Grazie ai progressi nel combattere la malattia oggi 8 milioni di persone che sarebbero paralizzate godono di buona salute, e nel mondo il virus è stato eradicato al 99%: per spazzarlo via definitivamente è partita una campagna che vede fra i testimonial anche i giocatori del Barcellona, che invitano in un video a 'fare l'ultimo gol'.
L’obiettivo da raggiungere: il morbillo
Il prossimo traguardo delle autorità sanitarie europee, come già detto, sarà il morbillo, che nei piani dell'Oms dovrebbe sparire entro il 2015. Questo è sicuramente più lontano del debellamento della poliomielite a livello mondiale. La patologia, nonostante nell'immaginario collettivo sia una malattia non grave, può in realtà avere complicazioni anche gravi e portare alla morte: in Europa solo nel 2011 ci sono stati 9 morti e 7 mila ospedalizzazioni, e una nuova diffusione si potrà avere in occasione degli Europei di calcio della prossima estate, che si terranno in zone particolarmente colpite e che vedranno un grande flusso di persone viaggiare in tutta Europa.
Le strategie chiave individuate dall’Oms per l’eliminazione del morbillo sono 4:
1. raggiungere almeno il 95% di copertura vaccinale a due dosi, inserendola nelle routine di immunizzazione nazionali e controllando che queste funzionino anche a livello regionale;
2. fornire nuove opportunità alle persone non ancora vaccinate o vaccinate in maniera incompleta, con i programmi standard oppure approntando delle attività di vaccinazione supplementari;
3. aumentare la sorveglianza per trovare, confermare ogni possibile caso e trattarlo;
4. aumentare la consapevolezza e la comprensione dell’importanza della vaccinazione, sia nel pubblicao generale che tra gli stessi operatori sanitari.
L. B.
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21 Aprile 2012
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