Coronavirus. Onotri (Smi): “Serve un forte ripensamento del regionalismo sanitario e delle autonomie differenziate”

Coronavirus. Onotri (Smi): “Serve un forte ripensamento del regionalismo sanitario e delle autonomie differenziate”

Coronavirus. Onotri (Smi): “Serve un forte ripensamento del regionalismo sanitario e delle autonomie differenziate”
Per il Segretario Generale del Sindacato Medici Italiani “Occorre una vera inversione di rotta per il Ssn anche perché “Non possiamo non rilevare, nell’ambito delle crisi sanitaria aperta dalla diffusione del coronavirus, le gravi défaillance delle Regioni che stanno mostrando tutta la loro fragilità con un’impreparazione totale”

“Non possiamo non rilevare, nell’ambito delle crisi sanitaria aperta dalla diffusione del coronavirus, le gravi défaillance delle Regioni che stanno mostrando tutta la loro fragilità con un’impreparazione totale speriamo, in questo senso, che questa situazione di grave crisi sanitaria porti di buono ad un forte ripensamento del regionalismo sanitario, delle autonomie differenziate e rilanci il sistema sanitario nazionale, universale, pubblico, l’unica grande infrastruttura sociale che può salvare l’Italia da queste gravi minacce alla salute dei cittadini italiani. È quello che abbiamo sempre sostenuto e che ribadiamo con forza in questo momento”.

È quanto dichiara Pina Onotri, Segretario Generale del Sindacato Medici Italiani che aggiunge: “C’è carenza di mascherine in tutto il Paese, perché non è disponibile un quantitativo sufficiente per tutti quelli che ne hanno bisogno, questo si è capito molto bene in questi giorni. Il Governo deve chiarire, con una campagna d’informazione – prosegue – che le mascherine servono per i soggetti che risultano essere sintomatici, per le persone che hanno patologie gravi, per gli operatori sanitari al fine di contrastare la diffusione della malattia e per non far rimanere sguarniti le strutture del Ssn. Si ponga, anche, un freno alla vendita illecita di dispositivi di protezione a prezzi astronomici. Risulta essere immorale che in un momento del genere ci sono persone che pensano di arricchirsi”.
 
“Siamo al fianco di tutti gli operatori sanitari – ha aggiunto – che sono l’anello debole della catena sui cui si riversano tutte le criticità, ma che stanno dando, ancora una volta, prova di grande abnegazione, di coraggio e di dedizione alla professione. Davanti alla drammaticità della situazione rivolgiamo un ulteriore appello alle forze politiche che in tanti mesi non sono state capaci di approvare una legge contro la violenza agli operatori sanitari. Una misura quanto mai urgente alla luce dell’ultimo grave episodio avvenuto ieri all’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli, dove il Pronto Soccorso è stato distrutto da familiari ed amici di un giovane deceduto in un conflitto a fuoco con un carabiniere in borghese”.

Infine lancia un messaggio alle istituzioni: “I medici dicono basta. Ricordatevi di noi quando siete in Parlamento; ricordatevi di noi quando siamo a rinnovare i contratti per discutere di tutele che ci vengono negate per mancanze di fondi; questo è il momento per una vera e propria inversione di rotta per il nostro Ssn. Dire grazie non basta”

02 Marzo 2020

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