Coronavirus. Cimo Marche: “Si amplino misure di sicurezza per medici e sanitari dipartimenti di emergenza di ospedali e territorio”

Coronavirus. Cimo Marche: “Si amplino misure di sicurezza per medici e sanitari dipartimenti di emergenza di ospedali e territorio”

Coronavirus. Cimo Marche: “Si amplino misure di sicurezza per medici e sanitari dipartimenti di emergenza di ospedali e territorio”
Si ritiene utile e necessario che vengano applicate tutte le protezioni già previste portandole al massimo livello con uso di dispositivi DPI2 , DP3 e vestizione al fine di poter impedire che gli operatori sanitari che operano in prima linea, non vadano tutti in quarantena. Questa la richiesta ricolta dal sindacato all’Assessorato alla sanità e ai Direttori generali delle Aziende

“In queste ore di intensa attività da parte delle istituzioni nazionali preposte alla salvaguardia della salute pubblica per la endemia da 2019-nCoV, non essendoci ancora evidenze scientifiche per trarre conclusioni affidabili sulla epidemiologia, livello di contagiosità, né tantomeno sulla valutazione del rischio di diffusione e patogenesi da parte dell’agente virale chiediamo all’Assessorato alla sanità e ai Direttori generali delle Aziende, senza voler alimentare inutili polemiche, che vengano ampliate le norme di sicurezza per il personale sanitario (ospedale, distretti , equipaggi di soccorso 118 sul territorio), potenziando le disposizioni già emanate a livello nazionale e locale”.
 
Questa la richiesta che arriva dalla Cimo Marche: “Lo scopo è che risulta difficile in molte occasioni circoscrivere e valutare il rischio posto dal paziente (caso sospetto per clinica ) febbrile, con insufficienza respiratoria, compromissione generale, diabetico, cardiopatico, geriatrico, con pluripatologia, per cui si ritiene utile e necessario che vengano applicate tutte le protezioni già previste portandole al massimo livello con uso di dispositivi DPI2 , DP3 e vestizione, onde poter impedire che gli operatori sanitari che operano in prima linea , non vadano tutti in quarantena. Facciamo quindi nostro l’invito suggerito dalla Fnomceo: ‘I medici, i professionisti sanitari sono sempre disponibili, e ancor più in questa situazione. Ma vanno protetti e preservati, perché possano continuare ad assistere, in piena sicurezza, i cittadini”.

05 Marzo 2020

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