Dopo un cesareo non sempre un cesareo

Dopo un cesareo non sempre un cesareo

Dopo un cesareo non sempre un cesareo
In arrivo le nuove linee guida dell’American College of Obstetricians and Gynecologists sul parto vaginale in donne che abbiano già partorito con cesareo. Potranno tentare il parto naturale le donne che abbiano subito in precedenza due cesarei e nessun parto naturale, quelle in attesa di gemelli e quelle di cui non si conoscano i dettagli della cicatrice uterina.

Per la pubblicazione ufficiale bisognerà aspettare ancora qualche settimana, ma da quanto anticipato dall’American College of Obstetricians and Gynecologists (Acog), le nuove linee guida dei ginecologi americani in tema di parto vaginale in donne che abbiano già partorito con cesareo saranno meno restrittive e amplieranno così la platea di donne che potranno percorre la strada naturale al parto. Le indicazioni, infatti, consigliano di tentare il parto naturale anche con donne che abbiano subito in precedenza due cesarei e nessun parto naturale, con quelle in attesa di gemelli e con quelle di cui non si conoscano i dettagli della cicatrice uterina.
La “tradizione” medica che vuole che a un cesare segua sempre un cesareo ha prodotto negli ultimi decenni un circolo vizioso che ha contribuito ad alimentare l’innalzamento dei tassi di parti cesarei in molti Paesi occidentali. Il problema, infatti, non riguarda soltanto l’Italia che, con il suo 38 per cento di parti chirurgici sul totale, si situa al secondo posto in questa speciale classifica. Anche gli Usa, con il 31 per cento di cesarei sul totale dei parti, è in piena emergenza inappropriatezza.
“Gli attuali tassi sono senza dubbio troppo alti e ci preoccupano come ginecologi e ostetrici”, ha dichiarato in una nota il presidente Acog Richard N. Waldman.
Da questa consapevolezza nascono queste nuove linee guida che “enfatizzano la necessità di un counseling approfondito sui rischi e benefici del parto naturale dopo un cesareo, di una decisione condivisa tra medico e paziente ma anche l’importanza dell’autonomia del paziente”, ha aggiunto Waldman.
Proprio l’informazione alla paziente acquisisce infatti nel nuovo documento grande importanza. "Nel pianificare il parto, il medico e la paziente devono considerare sia le chance di successo sia i rischi di complicazioni”, ha precisato Jeffrey L. Ecker, del Massachusetts General Hospital di Boston e co-estensore delle linee guida. “Tenendo bene in vista il contesto della futura pianificazione riproduttiva”, ha precisato. Il parto naturale dopo un cesareo, infatti, non è esente da rischi: tendenzialmente se un parto naturale dopo un cesareo va a buon fine ha minori complicazioni di un cesareo in elezione, ma se sorgono problemi le complicazioni si fanno più pesanti.
Per questo, l’Acog consiglia di svolgere questa procedura soltanto nelle strutture che abbiamo l’immediata disponibilità di un servizio di emergenza.
A.M. 

23 Luglio 2010

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