Coronavirus. La risposta degli infermieri

Coronavirus. La risposta degli infermieri

Coronavirus. La risposta degli infermieri

Gentile Direttore,
in questi giorni stiamo assistendo ad un esodo di infermieri sia disoccupati che dipendenti di strutture private verso le area dell’emergenza COVID-19 del nord Italia o presso Strutture pubbliche del nostro territorio. La chiamata alle “armi” del Governo ha visto rispondere numerosi soldati della “salute” che con abnegazione e spirito di “servizio”, seguendo gli insegnamenti della pioniera dell’assistenza infermieristica, Florence Nightingale, hanno lasciato tutto alle spalle per affrontare il nemico invisibile che ha preso in ostaggio il nostro paese.

In molti casi gli infermieri hanno lasciato alle spalle anche un rapporto di lavoro a tempo indeterminato nel settore privato o a partita iva per essere assunti da Enti del Servizio Sanitario Nazionale con rapporti di lavoro a tempo determinato.

Un salto dal così detto “posto fisso” delle Strutture private a quello precario della Pubblica amministrazione.
Una riflessione deve però essere fatta e soprattutto deve essere effettuata una analisi sociologica del fenomeno.
Le motivazioni di tali scelte verosimilmente rinvengono anche, ma non solo, dalla differenza tra il CCNL della Sanità pubblica e quello della Sanità privata o addirittura quelli del Terzo settore, dove la gratificazione economica nel prestare l’attività nella Pubblica amministrazione è nettamente superiore.

L’ultimo rinnovo del CCNL della Sanità Pubblica ha allargato ancor di più la voragine tra la sanità pubblica e quella privata creando una vera e propria discriminazione tra lavoratori dove ci troviamo difronte ad infermieri di serie A nella Sanità pubblica, ad infermieri di Serie B nella Sanità privata e ad infermieri di serie dilettanti nel Terzo settore.
 
Una vera ingiustizia sociale che ha generato un dumping contrattuale legale.
Ed è per questo che al termine dell’emergenza è opportuno realizzare il così detto Contratto di filiera, il contratto unico per tutti gli infermieri del Servizio Sanitario Nazionale, senza alcuna distinzione salariale tra pubblico e privato.
Come priorità assoluta da affrontare, terminata l’emergenza COVID-19, vi è quella della definitiva valorizzazione della Professione infermieristica, che in quanto Professione intellettuale, deve ricevere un adeguamento economico che recuperi il gap rispetto agli infermieri degli altri Stati europei.
Gli infermieri italiani, infatti, sono notevolmente svantaggiati rispetto al resto d’Europa, visto che la loro retribuzione è lungi dal rispecchiare quella dei colleghi degli altri Paesi dell’area OCSE.

Come UIL FPL saremo al fianco di tutte le professioni sanitarie per riscuotere il giusto riconoscimento per l’importante lavoro svolto, in trincea, a tutela del cittadino.

Ma non dobbiamo dimenticarci che gli infermieri erano “EROI” anche prima dell’emergenza COVID-19, per questo riteniamo dirimente il giusto riconoscimento economico per le professionalità messa in campo.
 
Emiliano Messina
Segretario Generale UIL FPL Taranto

 
Pierpaolo Volpe
Responsabile Sanità Privata/Terzo Settore UIL FPL Taranto

02 Aprile 2020

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