Coronavirus. Fimmg Veneto: “Dalla Protezione Civile scarsa attenzione ai medici di famiglia”

Coronavirus. Fimmg Veneto: “Dalla Protezione Civile scarsa attenzione ai medici di famiglia”

Coronavirus. Fimmg Veneto: “Dalla Protezione Civile scarsa attenzione ai medici di famiglia”
La posizione del sindacato dei medici di famiglia espressa ieri durante un incontro con l’assessore, Manuela Lanzarin, e il Dg salute, Domenico Mantoan, per fare il punto sull’assistenza territoriale e l’istituzione delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale. La Fimmg evidenzia la necessità di garantire ai medici di medicina generale di Dpi. Concordati più tamponi orofaringei per verificare l’assenza del virus tra i camici bianchi del territorio.

La Protezione Civile ha riservato “scarsa attenzione” ai medici di famiglia “mettendo in pericolo i medici e la popolazione che assistono”. Ad affermarlo è Domenico Crisarà, segretario Fimmg Veneto, che in una nota chiede garanzie in merito ai Dpi e anche più tamponi orofaringei per verificare l’assenza del virus tra i medici di famiglia.
 
La rivendicazione è stata presentata in occasione di un incontro svolto ieri tra l’assessore alla sanità e sociale Manuela Lanzarin, il direttore generale dell’area sanità e sociale Domenico Mantoan, la Fimmg e le altre organizzazioni dei medici di medicina generale del Veneto per affrontare l’argomento del monitoraggio attivo e della presa in carico dei pazienti contagiati da Covid-19 asintomatici, paucisintomatici o in condizioni cliniche che possono essere gestite nel territorio.
 
“L’incontro – spiega Crisarà in una nota – ha portato alla formulazione di linee guida che rendono strutturata e evidente l’azione di monitoraggio e assistenza a domicilio che già viene effettuata dai medici di famiglia e si è dimostrata una delle carte vincenti per il contrasto alla diffusione del virus”.
 
Il protocollo, “in fase di rifinitura finale”, regola anche il rapporto tra i medici di medicina generale e le nuove Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) che saranno un ulteriore strumento operativo della medicina di famiglia. “Insieme – spiega Crisarà costituiranno dei “microteam” per il monitoraggio e l’assistenza domiciliare di pazienti Covid-19 positivi e di quelli dimessi anche attraverso la dotazione di pulsiossimetro , ecografi ed elettrocardiografi”.


Altro compito affidato ai “microteam” sarà quello di monitorare, sempre a domicilio, la terapia farmacologica somministrata nelle forme precoci ai pazienti Covid-19 positivi primo, ed al momento unico, esempio in Italia.
 
La Fimmg ha quindi posto la questione dei DPI “assolutamente necessari per l’attività quotidiana dei medici di famiglia a protezione loro e soprattutto dei pazienti. Si è anche concordato, per la stessa ragione, una maggiore attenzione e frequenza nell’esecuzione dei tamponi orofaringei ai medici di medicina generale”.

02 Aprile 2020

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