Coronavirus. Onco-ematologi pediatri: “Assicurare la continuità delle cure ai pazienti pediatrici. I nostri Centri sono pronti”

Coronavirus. Onco-ematologi pediatri: “Assicurare la continuità delle cure ai pazienti pediatrici. I nostri Centri sono pronti”

Coronavirus. Onco-ematologi pediatri: “Assicurare la continuità delle cure ai pazienti pediatrici. I nostri Centri sono pronti”
L’Associazione italiana di ematologia e oncologia pediatrica (Aieop), in prima linea per prevenire la diffusione dell’infezione tra i bambini malati, i loro genitori e il personale medico-infermieristico ,ha individuato protocolli rigidi da applicare a cominciare dalla identificazione di percorsi separati di gestione per i pazienti con malattia Sars -CoV-2 o sospetti tali

Dalla restrizione degli accessi da parte di accompagnatori e genitori all’eliminazione degli accessi nei reparti da parte di volontari e insegnanti, passando per l’implementazione delle misure igieniche previste per pazienti, operatori e genitori, con particolare attenzione al lavaggio delle mani, e per l’uso di dispositivi di protezione (mascherine chirurgiche) da parte del personale, dei pazienti, degli operatori e del genitore in assistenza.


 


E ancora, identificazione di percorsi separati di gestione per i pazienti con malattia Sars -CoV-2 o sospetti tali, in accordo con il centro di malattie infettive di riferimento, ma anche il differimento di accessi ospedalieri per esami o visite non urgenti o indispensabili e l’eventuale screening preventivo dei pazienti prima di cure chemioterapiche o di trapianto di cellule staminali emopoietiche, laddove indicato dalla situazione epidemiologica locale o dalle direttive delle Regioni o delle società scientifiche di riferimento.


 


È quanto ha messo in atto all’indomani dell’esplosione dell’emergenza Coronavirus, l’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (Aieop), società scientifica che dal 1975 si occupa, attraverso una rete collaborativa nazionale, della ricerca e della cura dei tumori pediatrici. Obiettivo: assicurare a tutti i pazienti pediatrici la prosecuzione delle cure ed evitare che le difficoltà che l’Italia e il suo sistema sanitario stanno vivendo per effetto della pandemia da Covid-19 compromettano l’ottenimento della guarigione di ogni assistito.


 


Tutti i Centri, sottolinea infatti l’Aieop, sono impegnati al massimo nell’identificare i percorsi e le strategie migliori per prevenire la diffusione dell’infezione tra i piccoli pazienti, il personale medico-infermieristico e i genitori in assistenza, in linea gli indirizzi di Governo, Regioni, Centro nazionale trapianti e delle Società Scientifiche,
 
E per i piccoli pazienti che eventualmente dovessero risultare positivi all’infezione? Anche in questo caso l’Aieop non si fa cogliere impreparata e ha stabilito un preciso protocollo cui attenersi rigidamente. Il paziente SARS-CoV-2 sintomatico, pertanto, deve essere gestito secondo le modalità regionali e aziendali previste. Il trattamento specifico deve essere condiviso con il medico infettivologo di riferimento, mentre i coordinatori di ciascun protocollo Aieop sono a disposizione per condividere le decisioni sulla modalità di prosecuzione delle cure oncologiche.
 
In caso di soggetto positivo al virus, ma asintomatico, viene considerata l’opportunità di posticipare la somministrazione della chemioterapia per un periodo di 2 settimane, possibilmente fino all’ottenimento di 2 test negativi a 24 ore di distanza. “Tale rinvio – spiega Marco Zecca, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia e presidente di Aieop – andrà valutato in base alla fase della terapia e ai dati che emergeranno nel corso dell’epidemia e che verranno prontamente condivisi. Si tratta comunque di una decisione che potrà essere discussa con i responsabili di protocollo. Abbiamo stabilito infine che ogni caso di positività da Sars-Cov-2 debba essere registrato mediante l’apposita scheda predisposta dal Gruppo di Lavoro Infezioni e Terapia di Supporto Aieop, così da avere dati epidemiologici che possano aiutare a ottimizzare gli interventi di gestione del paziente pediatrico onco-ematologico positivo. Insomma è nostra intenzione non compromettere in alcun modo l’ottenimento della guarigione di ogni nostro paziente con la consapevolezza che tutti questi sforzi permetteranno di uscire ancora più forti dal terribile momento che stiamo vivendo”

“Le misure di prevenzione messe in atto – prosegue Zecca – sono in accordo con le linee guida ufficiali del Ministero della Salute e le direttive delle Direzioni Aziendali e sono costantemente aggiornate in base all’evoluzione della situazione epidemiologica regionale e locale, tenendo anche conto delle caratteristiche peculiari dei nostri pazienti”.
 
Per tutelare ulteriormente i piccoli malati oncologici, l’Aiop prevede inoltre che, qualora vengano richiesti turni Sars-CoV-2 anche ai pediatri che svolgono attività assistenziale ai pazienti emato-oncologici, venga considerato, ove possibile, di assegnare i turni ad alcuni medici dedicati anziché trasversalmente a tutti quelli del team, così da preservare i pazienti fragili.
 
Gli sforzi della società scientifica vanno infine nella direzione di sensibilizzare le famiglie e le associazioni di genitori impegnate nella gestione di case alloggio e altre comunità alla messa in atto di tutti i provvedimenti igienico-sanitari utili al contenimento della diffusione delle infezioni (lavare frequentemente le mani, evitare i contatti ravvicinati, mantenere la distanza di sicurezza, evitare i luoghi affollati, evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani, evitare le strette di mano e gli abbracci, coprirsi naso e bocca con fazzoletti monouso quando si starnutisce o tossisce).

08 Aprile 2020

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