Si fa presto a “sparare” sulle Direzioni aziendali del Ssn

Si fa presto a “sparare” sulle Direzioni aziendali del Ssn

Si fa presto a “sparare” sulle Direzioni aziendali del Ssn

Gentile Direttore,
in un precedente contributo di qualche giorno fa inserivo la valorizzazione delle Direzioni Aziendali tra i punti in agenda che questa lunga crisi ci sta segnalando come priorità per il futuro della politica sanitaria. Colgo l’occasione per chiarire ancora meglio il senso della mia affermazione. Lo faccio usando un caso esemplare, quello della ASL Cuneo 2, arrivata agli onori della cronaca per l’apertura del nuovo – e magnifico -ospedale di Verduno quale punto di riferimento per la gestione del Covid-19.
 
Tale ospedale è stato progettato per sostituire i due esistenti ospedali di Alba e Bra, ormai vetusti, ed obsoleti sotto il profilo architettonico e tecnologico. Sotto la guida dell’attuale Direzione l’ospedale era prossimo all’apertura, dopo un travaglio durato a lungo, e la Regione Piemonte ha colto l’opportunità per posizionarlo come un punto di riferimento e hub regionale nella battaglia al virus.
 
Apertura anticipata e quindi gestita anch’essa in emergenza, con la supervisione di un commissario dedicato a svolgere efficacemente un ruolo di project manager. Ed una Direzione Aziendale chiamata a gestire in contemporanea la riorganizzazione degli ospedali di Alba e Bra comunque in funzione per far fronte all’emergenza ed il riposizionamento di personale e tecnologie verso quello di Verduno che intanto si andava popolando ed attivando. Chi conosce le aziende sanitarie, la complessità dei processi operativi, le necessità tecnologiche, sa quanto sia complicato riorganizzare anche solo un reparto, od un flusso di paziente. Qui parliamo di tre in contemporanea. Cosa è riuscita a fare la Direzione, e tutto il crisis team della ASL di Cuneo 2 sotto la guida del DG dott. Veglio?
 
Nel giro di 72 ore sono stati rimodellati i due ospedali in funzione, per garantire alla popolazione la massima sicurezza ed accessibilità in funzione o meno di una patologia Covid-19 correlata. Alba è diventato l’ospedale dedicato al virus, sono stati chiusi gli ambulatori, riorganizzati i posti letto dell’area chirurgica dedicandoli a quella medica con un totale di circa 80 posti letto a media intensità dedicati ai pazienti covid, aumentati quelli di terapia intensiva (da 4 a 17, utilizzando anche i blocchi operatori), attivati 15 letti di terapia subintensiva prima non esistenti. Rimodellati i percorsi sporco e pulito, mantenuta l’attività chirurgica generale di urgenza, specialistica, per i cesarei urgenti e ortopedica in aree “pulite”.
 
Alba quindi è l’ospedale “caldo”, dove si è mantenuta l’attività chirurgica urgente, i parti e concentrata la funzione di terapia intensiva per garantire la massima sinergia del personale e copertura del bisogno crescente. Bra si è trasformato in un ospedale “freddo”, senza attività chirurgica, la chiusura del pronto soccorso e con la riconfigurazione dei posti letto chirurgici in area medica, e con una funzione di ospedale pulito. Pazienti a rischio o con sintomi Covid indirizzati verso Alba. Pazienti “puliti” gestiti da Bra. Come si suol dire, entrambi gli ospedali sono stati rivoltati “come un calzino”, con una visione chiara e lucida di come struttura la risposta per minimizzare e mantenere in operatività tutta la filiera produttiva dei servizi sanitari, od almeno tutta quella preservabile stante la situazione emergente.
 
E nel mentre, una parte del personale infermieristico veniva ricollocato nell’ospedale di Verduno per aprirlo quale centro Covid-19, ed una parte ulteriore del personale ospedaliero progressivamente presa da Bra per potenziare il personale sul territorio e nelle residenze socio-sanitarie, onde evitare lo sviluppo di focolai come avvenuto purtroppo in altre situazioni. Altro personale ospedaliero ed ambulatoriale, non strettamente connesso all’assistenza Covid, è stato indirizzato a rinforzare il servizio di igiene pubblica per il monitoraggio delle persone in quarantena.
 
Inoltre, è importante sottolineare come grazie alla riconfigurazione dei vecchi ospedali di Alba e Bra, appena la crisi allenterà la morsa, sarà possibile eventualmente concentrare in essi i pazienti Covid e completare l’apertura a pieno regime dell’ospedale di Verduno dedicandolo alle attività sanitarie “ordinarie” nel frattempo dilazionate, e che non possono ovviamente attendere all’infinito.
 
Una sfida come quella del Covid-19 la vincono certamente i medici, i professionisti sanitari ed i ricercatori impegnati senza sosta nel fronteggiare la malattia e trovare le soluzioni terapeutiche più adeguate. Ma senza un’organizzazione chiara e strutturata, non c’è esercito che possa dare davvero il meglio di se stesso. Senza organizzazione il risultato è la somma di eroismi. Con l’adeguata pianificazione, fortunatamente non abbiamo bisogno di eroi, ma di professionisti che sono messi nella condizione di fare al meglio il proprio lavoro. Come disse Brecht, “sventurato il popolo (o la nazione, ma qui dovremmo dire l’organizzazione) che ha bisogno di eroi”.
 
Ecco perché credo si debba valorizzare in questa grande emergenza anche il ruolo delle Direzioni Aziendali, troppo spesso viste nei media e nel sentito popolare come un “problema” e non come una risorsa strategica.
Il lavoro svolto dal dott. Veglio e dalla sua squadra di direzione, in sinergia l’azione della Regione, ed assieme al lavoro straordinario degli “eroi” sul campo , è uno degli esempi di contributo che le Direzioni stanno dando in tutta Italia, assumendosi responsabilità fortissime nel prendere decisioni in condizioni di forte ambiguità normativa ed istituzionale, producendo accelerazioni e cambiamenti nell’arco di poche ore o giorni, dimostrando che tutto il percorso fatto in questi ultimi vent’anni di rafforzamento di rafforzamento della dimensione aziendale e della sua governance è stato ben riposto.
 
Come nella ASL Cuneo 2 e nella Regione Piemonte. Cosa sarebbe invece successo di questa crisi persistente e complessa se avessimo avuto strutture sanitarie senza una Direzione decisa, responsabile, coinvolta ed impegnata?
 
Federico Lega
Università degli Studi di Milano
  

Federico Lega

14 Aprile 2020

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