Lazio. Davide Barillari dopo espulsione dal M5S: “Colpevole di non essermi venduto al Pd” 

Lazio. Davide Barillari dopo espulsione dal M5S: “Colpevole di non essermi venduto al Pd” 

Lazio. Davide Barillari dopo espulsione dal M5S: “Colpevole di non essermi venduto al Pd” 
"Espulsione immediata” per avere promosso, in piena epidemia, un sito internet di notizie sul coronavirus con nome molto simile a quello della Regione Lazio, ma anche alla luce delle precedenti iniziative come la promozione, non autorizzata e condivisa, della “Carta di Firenze 2019” per riportare il Movimento ai suoi originali valori. Queste, in sintesi, le motivazioni del Collegio dei Probiviri che ha messo alla porta il consigliere regionale. L'ex grillino commenta: “Sono stato dichiarato ‘colpevole' di essere rimasto coerente ai valori e alle promesse fatte ai cittadini”. L’ATTO

Davide Barillari è fuori dal M5S. A distanza di un mese dall’inizio del procedimento, il Collegio dei Probiviri si è infatti pronunciato e decreto l’espulsione del consigliere laziale dal Movimento. La colpa è di avere promosso, in piena epidemia Civd-19, un sito internet di notizie sul coronavirus con nome molto simile a quello ufficiale della Regione Lazio. Una iniziativa da cui aveva preso apertamente le distanze sia il resto del gruppo consiliare, guidato dall'ex deputata Roberta Lombardi. Ma nella decisione, pubblicata dallo stesso Barillari sul suo profilo Facebook, si fa riferimento anche alla promozione, non autorizzata e condivisa, della “Carta di Firenze 2019” per “riportare il Movimento ai suoi originali valori”.
 
E proprio al social Barillari affida la sua reazione: “Sono stato cacciato dal M5S dopo 10 anni di vero attivismo dal basso, oggi sono dichiarato "colpevole" di essere rimasto coerente ai valori e alle promesse fatte ai cittadini, "colpevole" di non essermi mai venduto al Partito Democratico come hanno fatto tanti altri. Ora, dai banchi del gruppo misto, continuerò con ancora più forza a combattere a fianco dei cittadini, nelle battaglie che i miei colleghi non hanno più il coraggio di fare”.


 

 

21 Aprile 2020

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