Arrivano le scuse. Donato: “Mi scuso per l’equivoco non volevo offendere nessuno”. Scuse e ringraziamenti anche dal rettore Rizzuto e dal presidente Zaia
"Gli operatori sanitari risultati positivi dal 22 febbraio ad oggi – spiega Donato – sono stati complessivamente 140, dei quali 36 Medici specializzandi; solo un medico, riscontrato positivo allo screening ed asintomatico, ha lavorato in area Covid".
"Ciò detto – sottolinea ancora Donato – si esprime un ringraziamento per tutti i medici in formazione che in questi mesi si sono impegnati per il contenimento dell'epidemia, contribuendo ad ottenere i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, sia in termini clinici che di personale infettato. In virtù dell'impegno profuso e delle competenze riconosciute molti dei medici in formazione operanti in area Covid hanno potuto firmare un contratto di lavoro; allo stesso tempo si prendono le distanze da libere interpretazioni destituite di qualsiasi fondamento circa una presunta e mai asserita maggiore pericolosità dei medici in formazione o su comportamenti volutamente scorretti".
E infine il "rammarico" qualora "nonostante gli elementi sopra definiti, in qualcuno permanesse la percezione di una scarsa considerazione dal momento che ciò non è mai stato nelle intenzioni della Direzione e ci si scusa per l'equivoco dal momento che non era intenzione offendere nessuno".
Ma sulla questione non interviene solo Donato, anche il rettore dell'Università di Padova Rosario Rizzuto tiene a ribadire "il coraggio, la generosità e la grande professionalità che i nostri giovani colleghi dimostrano ogni giorno in ospedale e di cui siamo orgogliosi, sono stati decisivi anche nell'emergenza Covid-19, nella quale di concerto con l'Azienda ospedaliera Università di Padova sono state sempre assicurate misure di sicurezza di alto livello".
"Per loro, che ho voluto al mio fianco nella cerimonia di apertura dell'anno accademico a testimonianza della stima gratitudine e sostegno dell'intero ateneo, una sola parola a caratteri cubitali: grazie", conclude il rettore.
E infine anche il presidnete della Regione Luca Zaia sottolinea senza mezzi termini che "va ripristinato il buon rapporto con le scuse. Punto. Magari fretta, stanchezza, il ragionamento a voce alta, può venir fuori qualche cocetto che non ci sta e credo servano le scuse. Gli specializzandi sono una colonna portante, li abbiamo coinvolti nell'offerta sanitaria del Veneto, pensare di averli voluti in corsia, in prima linea, bravissimi, entusiasti e freschi di accademia… penso che le scuse siano doverose".
02 Maggio 2020
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