Test sierologici, ecco le indicazioni operative del Lazio: “Ma non sono un patentino di immunità”

Test sierologici, ecco le indicazioni operative del Lazio: “Ma non sono un patentino di immunità”

Test sierologici, ecco le indicazioni operative del Lazio: “Ma non sono un patentino di immunità”
Sul Burl la determina, che racchiude tre documenti: il primo dedicato ai laboratori di analisi; il secondo relativo al consenso informato per l’utilizzo dei dati ai fini di sanità pubblica; il terzo per l’individuazione delle sedi ‘drive-in’ per l’esecuzione dei tamponi a carico del Ssn solo per i positivi al test di sieroprevalenza. “Nella Fase 2 la parola chiave è ‘integrazione’ tra il test e i tamponi. Dobbiamo testare, tracciare e trattare”, ha detto D’Amato evidenziando che il sistema ha lo scopo di realizzare una mappatura del virus, “ma i test sierologia non sono un patentino di immunità”. LA DETERMINA

Approvate nel Lazio, con una determina della Direzione regionale Salute, pubblicata sul BURL n° 61 Supplemento n°3, le indicazioni operative per il percorso di esecuzione e registrazione dei test sierologici mediante il prelievo venoso per la ricerca di chi è venuto a contatto con il virus SARS-CoV 2.

Nello specifico con la determina sono stati approvati tre documenti:

– il primo contenente l’elenco dei laboratori di analisi suddiviso per Asl che sono in grado di effettuare i test sierologici per l’identificazione degli anticorpi con le modalità tecniche individuate dal Servizio sanitario regionale;

– il secondo relativo al consenso informato per l’utilizzo dei dati ai fini di sanità pubblica preliminare all’esecuzione del test sierologico;

– il terzo documento per l’individuazione delle sedi ‘drive-in’ per l’esecuzione dei tamponi a carico del Servizio sanitario regionale (SSR) solo per coloro che hanno avuto un test positivo di sieroprevalenza (previa ricetta dematerializzata del medico di medicina generale che deve contenere il codice di esenzione). I drive-in presenti sul territorio regionale e articolati per Asl di residenza sono aperti al pubblico dal lu-ven dalle ore 9 alle ore 18 e il sabato dalle ore 9 alle ore 14 per l’esecuzione dei tamponi.

“Questo sistema – commenta in una nota l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato – ci permette di avere una mappatura di come il virus ha circolato, di avere tutti i dati inseriti a sistema e di sottoporre tempestivamente al tampone le persone asintomatiche risultate positive al test di sieroprevalenza. Ci siamo dotati di regole operative certe per consentire ai cittadini di accedere ad un percorso di esecuzione e registrazione del test sierologico. Nella seconda fase la parola chiave è ‘integrazione’ tra il test e i tamponi. Dovremmo testare, tracciare e trattare”.
 

COME FUNZIONA
 
Il CITTADINO che si reca con una prescrizione bianca fatta dal medico curante e con la tessera sanitaria nel laboratorio di analisi abilitato per il test sierologico dovrà compilare il modulo del ‘consenso informato’. L’esecuzione del test avviene a carico del cittadino e in caso di risposta positiva al test, dovrà tempestivamente informare il proprio medico di medicina generale che provvede a prescrivere, attraverso la ricetta dematerializzata, il tampone inserendo il codice di esenzione. Il cittadino ha l’obbligo di rispettare da subito le norme legate al distanziamento sociale anche all’interno della propria abitazione e l’obbligo di recarsi da solo, a partire dal giorno successivo alla prescrizione e comunque entro le 48h dalla stessa, dotato di ricetta dematerializzata, della tessera sanitaria e del referto del test di sieroprevalenza presso la sede di drive-in indicata per l’esecuzione del tampone. L’obbligo infine di rimanere presso la propria abitazione in attesa del risultato del test molecolare che potrà scaricare online e delle eventuali valutazioni del SISP e del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta.

I LABORATORI DI ANALISI dovranno sottoporre all’utente il consenso informato, che è condizione propedeutica indispensabile per l’esecuzione del test. Deve esporre con chiarezza al pubblico che l’indagine avviene secondo i criteri approvati a livello regionale e che prevede il ricorso alla ricerca delle IgG anti-SARS-CoV 2. La tariffa di riferimento a livello regionale è pari a 15,23 euro. Provvede inoltre a fornire all’utente le credenziali per il ritiro del referto online e comunica che, in caso di esito positivo, dovrà obbligatoriamente contattare il proprio medico di medicina generale.

IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE procede a segnalazione di sospetto al SISP territorialmente competente secondo le modalità definite a livello regionale. Prescrive attraverso la ricetta dematerializzata il tampone per la ricerca di SARS CoV 2 inserendo il codice di esenzione (5G1) e invia la prescrizione via mail all’utente e al SISP.

13 Maggio 2020

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