Infarto acuto del miocardio. Rischia di più chi soffre di alopecia areata

Infarto acuto del miocardio. Rischia di più chi soffre di alopecia areata

Infarto acuto del miocardio. Rischia di più chi soffre di alopecia areata
L’alopecia areata predispone chi ne soffre a un maggior rischio di avere un infarto acuto del miocardio. L’evidenza emerge da un ampio studio coreano che ha valutato oltre 228 mila persone, di età compresa tra i 30 e gli 89 anni, con un’alopecia areata diagnosticata. Il rischio di infarto acuto del miocardio si è fatto più consistente dopo otto/dieci anni di follow up.

(Reuters Health) – Secondo un ampio studio condotto in Corea del Sud, i pazienti con alopecia areata sembrano essere maggiormente esposti al rischio di infarto acuto del miocardio. I ricercatori – guidati da Jung-Won Shin del Seoul National University Bundang Hospital di Seongnam – hanno esaminato i dati relativi alle assicurazioni nazionali e agli screening individuando oltre 228.000 pazienti, di età compresa tra i 30 e gli 89 anni, che avevano ricevuto diagnosi di alopecia areata tra il 2006 e il 2017. Questa popolazione è stata confrontata con oltre 4,5 milioni di controlli.
 
Ad eccezione del fumo, i pazienti con alopecia areata tendevano ad avere profili di rischio cardiovascolare “leggermente migliori” rispetto ai controlli e presentavano un’incidenza cumulativa inferiore nel medio termine (da due a quattro anni) di infarto acuto del miocardio. Tuttavia, con il passare del tempo, è stato rilevato un aumento esponenziale del rischio nei pazienti con alopecia arata e l’hazard ratio aggiustato è diventato statisticamente significativo entro otto/dieci anni dei 12 di follow-up.

Negli ultimi due anni (dai 10 ai 12 anni), l’aHR è complessivamente risultato pari a 4.51 (intervallo di confidenza al 95%, dal 3,65 a 5,58). Il pattern è risultato simile a prescindere dal fatto che i pazienti fossero o meno fumatori, ma il rischio risultava ancora maggiore per chi fumava. Lo stesso valeva per le persone di sesso maschile e per quelle con un’età inferiore a 50 anni.

Fonte: JAMA Dermatology
 
David Douglas
 
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)
 

David Douglas

22 Maggio 2020

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