Bonus covid. Cgil, Cisl e Uil firmano accordo con la Regione ma chiariscono: “Una goccia nel mare, la protesta continua”

Bonus covid. Cgil, Cisl e Uil firmano accordo con la Regione ma chiariscono: “Una goccia nel mare, la protesta continua”

Bonus covid. Cgil, Cisl e Uil firmano accordo con la Regione ma chiariscono: “Una goccia nel mare, la protesta continua”
Per i sindacati confederali “era necessario ed urgente dare alle lavoratrici ed ai lavoratori un segno concreto di riconoscimento economico”, ma ammettono che quando stabilito nell'accordo “non ristora pienamente i sacrifici e l’impegno del personale sanitario, afflitto peraltro da una quantità di problemi ormai storicizzati”. Dunque, “la mobilitazione non si ferma”.

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl firmano l’accordo con la Regione per l’indennità covid agli operatori sanitari. Ma la soddisfazione è poca, e non solo perché l’Intersindacale (Aaroi-Emac, Anaao-Assomed, Anpo, Cimo, Fassid, Fedirets Fesmed, Fials, Fvm, Nursing Up) contesta l’accordo, ma anche perché gli stessi confederali ammettono che si tratta di una goccia in mezzo al mare.

L’ammontare delle risorse attribuite alla Calabria dal Decreto Cura Italia, modificato dal DL 34/2020 nell’applicazione delle modalità di destinazione, è pari a 7.993.950,00 euro, a cui la Regione Calabria dopo le incalzanti pressioni in corso di trattativa ha aggiunto altri 2.000.000, per un totale pari a 9.993.950,00 euro. Tale cifra non ha soddisfatto i rappresentanti di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, certi che la politica “avrebbe potuto impegnare maggiori risorse per lavoratori che hanno svolto con piena abnegazione un lavoro rischioso, tra l’altro in carenza di organico”.
 
Per i sindacati, però, “era necessario ed urgente, insieme ai ringraziamenti ed agli encomi, dare alle lavoratrici ed ai lavoratori un segno concreto di riconoscimento economico, così come avvenuto in tutte le altre regioni, in applicazione di quanto concordato tra le OO.SS. CGIL CISL e UIL in sede di Conferenza Stato – Regioni e recepito dal Governo con i Decreti Cura Italia e Rilancio, in cui il Governo ha stanziato specifiche risorse destinate a tutti i lavoratori del SSN”.

“E’ evidente – proseguono Cgil, Cisl e Uil nella nota di commento – che tale Accordo non ristora pienamente i sacrifici e l’impegno di tutto il personale sanitario della nostra Regione, afflitto peraltro da una quantità di problemi ormai storicizzati, primo fra tutti la carenza di lavoratrici e lavoratori che ogni mese viene incrementata dai pensionamenti e i cui vuoti non saranno mai colmati dalle insignificanti, insufficienti e contenute autorizzazioni da parte della Struttura commissariale ad assumere tenendo conto non dei reali fabbisogni di ogni azienda ma solo delle spese da tagliare, la vera svolta necessita di un piano straordinario di assunzioni”. Dunque, annunciano i sindacati conferedeli, “la mobilitazione non si ferma”.

 

07 Luglio 2020

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