Bissoni (Agenas): “Il ticket non serve per difendere l’appropriatezza”

Bissoni (Agenas): “Il ticket non serve per difendere l’appropriatezza”

Bissoni (Agenas): “Il ticket non serve per difendere l’appropriatezza”
Il seminario “Ticket sì, ticket no", organizzato da Agenas e Aies, è stata la prima occasione pubblica per il neo presidente dell’Agenas Giovanni Bissoni, visto che la sua nomina è stata ufficializzata da appena un giorno.

“In un sistema universalista come il nostro – ha detto Bissoni aprendo i lavori – il ticket è possibile solo se vengono rispettati due presupposti: il ticket non deve diventare un ulteriore elemento di inequità nell’accesso e, soprattutto, non può essere una strada non dichiarata per portare alcune prestazioni fuori dal servizio sanitario”.
 
Bissoni ha poi sottolineato come il ticket non si riveli uno strumento particolarmente efficace sul fronte dell’appropriatezza, come mostrano i dati sulla spesa farmaceutica:  tutte le Regioni che non hanno introdotti ticket aggiuntivi sulla farmaceutica riescono infatti a tenere la loro spesa al di sotto del tetto del 13%, mentre quasi tutte le Regioni che, essendo in piano di rientro, hanno dovuto inserire i nuovi ticket  non riescono comunque a tenere la spesa nei limiti del tetto.
 
In ogni caso, ha sottolineato ancora il presidente dell’Agenas, “L’Agenzia ha il compito di offrire materiale di riflessione, documenti tecnici, mentre le scelte, a cominciare dai due miliardi in meno previsti dal patto di stabilità del 2010, dovranno essere trovate a livello politico con il Patto per la Salute”.
 
Concludendo il suo intervento, Bissoni ha poi annunciato di voler lavorare ad una più accurata analisi della spesa per “beni e servizi”,  perché all’interno di questa voce di spesa, particolarmente sotto la mira della spending review del ministro Giarda, coesistono elementi molto diversi, infrastrutturali e sanitari.

17 Maggio 2012

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