Anelli (Fnomceo): “Bene piano straordinario investimenti, ma ora riforma del Ssn”
“È vero, l’epidemia di Covid-19 non ha fermato le altre malattie, così come è vero che ha acuito le disuguaglianze di salute- spiega Anelli -. Molti cittadini sono stati costretti a rimandare le visite, e le liste d’attesa si sono ulteriormente allargate. Ora è il momento di risolvere questo problema, che affligge da anni il nostro servizio sanitario nazionale. Non bastano, a questo punto, interventi tampone: occorre una vera riforma strutturale del sistema”.
“È il momento di cambiare registro: l’unica soluzione possibile e definitiva alle liste d’attesa è quella di alleggerire gli ospedali, prendendo in carico i pazienti cronici sul territorio, tramite il rafforzamento delle cure primarie – auspica Anelli -. In altre parole, se il cittadino non può avere accesso alle prestazioni, bisogna portare le prestazioni, e i professionisti, vicino al cittadino”.
“Occorre costituire microteam delle cure primarie, con medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali, infermieri, assistenti sanitari, tecnici, che lavorino insieme in autonomia e sinergia – dettaglia -E, per far questo, servono nuove strutture, più ampie, e dotate di tutti gli strumenti adeguati e necessari alla diagnostica di primo livello e alla somministrazione di terapie. Il paziente che si reca in questi ambulatori, o che è seguito al suo domicilio, deve trovare le risposte alle sue domande di salute: deve poter effettuare un elettrocardiogramma, un’ecografia, alcuni esami radiologici, alcune analisi di laboratorio; deve poter essere sottoposto alle terapie riabilitative, iniettive, alle cure palliative e alle vaccinazioni previste. A questo proposito, ribadiamo, ancora una volta, che l’accesso alla vaccinazione, che prevede una valutazione anamnestica, non può che avvenire alla presenza del medico”.
“Ora, grazie all’Europa, le risorse ci sono, e altre potrebbero essere messe in campo: chiediamo al Governo di investirle con coraggio, puntando sui professionisti, e superando politiche ormai obsolete, come quelle dei Distretti– conclude Anelli -. Se tutto questo avverrà, in automatico le liste d’attesa si elimineranno e gli ospedali potranno riprendere e valorizzare il loro ruolo di gestione delle acuzie e delle patologie e complicanze che non possono essere gestite in ambulatorio o al domicilio”.
30 Luglio 2020
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