Coronavirus. Con l’estate boom di casi in Sardegna. Steri (Ats) ripensa al passaporto sanitario: “Avremmo potuto evitarlo”

Coronavirus. Con l’estate boom di casi in Sardegna. Steri (Ats) ripensa al passaporto sanitario: “Avremmo potuto evitarlo”

Coronavirus. Con l’estate boom di casi in Sardegna. Steri (Ats) ripensa al passaporto sanitario: “Avremmo potuto evitarlo”
Nel solo mese di agosto la Sardegna ha registrato 789 contagi, per un totale di 2.193 casi di positività al Covid-19 accertati dall'inizio dell'emergenza. La Vice Presidente della Regione, Alessandra Zedda, evidenzia come quelli dei mesi estivi siano “focolai da importazione, conseguenti all’arrivo di coloro che sono stati nei territori definiti zone rosse”. E ricordando la proposta del passaporto sanitario, impugnata dal Governo, il commissario ATS, Giorgio Steri, commenta: “Se si fosse fatto quanto prospettato, avremo potuto evitare molti di questi casi”. 

La Sardegna che dal mese di maggio sembrava uscita dall’emergenza sanitaria Covid-19, torna a preoccupare clamorosamente. Secondo i dati aggiornati e trasmessi dall’ufficio stampa della Regione infatti, dai 1404 casi di positività al virus complessivamente accertati dall'inizio del periodo dell'emergenza sino al 31 luglio 2020, si è passati soltanto nel mese di agosto a contare 789 nuovi casi positivi in più. Un aumento quindi significante del numero dei casi Covid-19 verificatosi per lo più a partire da metà agosto che ha fatto balzare l’isola all’attenzione della stampa nazionale ed estera.

Ciò, dopo l’apertura dei collegamenti aereo e marittimi e la ripresa se pur lenta del turismo, così come anche dopo alcuni rientri nell’isola di residenti partiti per le ferie o di alcune situazioni delicate riscontrate tra i migranti. Sentita da Quotidiano Sanità, la Vice Presidente della Regione nonché Assessora del Lavoro, Alessandra Zedda, spiega alla nostra redazione: “Nel momento in cui il Governo ha deciso di riprendere le attività convivendo con il Covid-19, non si poteva davvero sottovalutare la possibilità che in questi mesi estivi, dato il contagio che si è visto essere stato più favorito dai rapporti, ovviamente anche dalla presenza dei turisti nel territorio, che non si registrassero dei casi. La Sardegna, per contro, deve essere annoverata, non trattata da untore nei confronti del resto degli altri soggetti di tutta Italia ma bensì deve essere trattata come eccellenza in materia sanitaria perché tutti i focolai che sono, lo sottolineo, focolai nati da importazione, derivano da un virus importato da coloro che sono stati prima in altri territori ed in particolare in quelle zone così dette rosse, Spagna, Francia, Croazia, Malta, Grecia”.

“Pertanto – prosegue la Vice Presidente di Giunta -, si è registrato, anche probabilmente perché non è stata incentivata forse la prevenzione, un rimanifestarsi del contagio. Un contagio che la Sardegna ha sempre avuto intorno allo zero e ovviamente il parametro è cresciuto. Ma questo non significa che ci sia una situazione di devastazione in Sardegna, perché ci sono alcune parti dell’isola che non hanno mai visto il virus e continuano a non vederlo, ed è la quasi totalità del territorio. Ci sono stati dei picchi in alcune zone, questa volta in Gallura, però credo che adesso, col sistema di prevenzione anche più accentuato, ma sopratutto con i controlli, con i tamponi e test sierologici, probabilmente si riesca a scovare anche più facilmente i vari focolai”.

“Noi ci auguriamo – conclude Zedda – che quello registrato ad agosto possa essere un picco e si ritorni in quella normalità che la Sardegna ha sempre rappresentato per tutto il periodo del Covid. Sarà fondamentale incentivare quindi ulteriormente i sistemi di protezione, di prevenzione, dalla mascherina al distanziamento fisico, piuttosto che le soluzioni di carattere sanificatorio per ambienti e persone”.

Non ha nascosto la preoccupazione dei dati il commissario ATS, Giorgio Steri, che proprio di recente al Tg regionale di Videolina ha commentato: “Abbiamo circa 700 positivi in Sardegna, sono numeri elevatissimi, di questi 700 qualcuno sta nuovamente male con la necessità del ricovero, con necessità di terapia intensiva, e non si sa dove si andrà a finire. Noi avevamo timore che lasciando tutto aperto questo potesse succedere. Se si fosse fatto quello che prospettava il Presidente della Regione Sardegna con dei controlli banalissimi all’ingresso, avremo potuto evitare molti di questi casi”.  

Steri si riferisce al passaporto sanitario proposto dal governatore Christian Solinas, ed altri Presidenti di altre regioni italiane, come misura di precauzione per gli accessi all’Isola che attestasse la negatività del passeggero al Covid-19. Misura non approvata dal Governo nazionale per difetto di costituzionalità.

Il Commissario ATS raccomanda: “Non si può accettare che delle persone sintomatiche possano andare in giro. Devono avvisare immediatamente e isolarsi. Seconda cosa, è necessario evitare gli assemblamenti, le strutture affollate, ricordarsi il lavaggio frequente delle mani, l’uso delle mascherine col distanziamento personale. Se si attuano queste norme, sarà difficile che si abbia il contagio”.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

01 Settembre 2020

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