Sardegna. La riforma sanitaria è legge. Solinas e Nieddu: “Un sistema moderno che punta al territorio, ma non solo”

Sardegna. La riforma sanitaria è legge. Solinas e Nieddu: “Un sistema moderno che punta al territorio, ma non solo”

Sardegna. La riforma sanitaria è legge. Solinas e Nieddu: “Un sistema moderno che punta al territorio, ma non solo”
Ieri il via libera della maggioranza dell’Assemblea legislativa. Solinas: “Riportiamo la governance della sanità pubblica sul territorio, vicino ai cittadini, superando il modello Ats”. Nieddu: “Un sistema moderno in cui sviluppare la telemedicina, potenziare le cure territoriali e non solo”. Cossa: “Il buon esito della legge dipenderà dalla capacità delle persone che dirigeranno le aziende, e da una revisione della rete ospedaliera”. Ma per Ganau “la riforma paralizzerà, in un momento di grave emergenza, il sistema sanitario per almeno un anno”. IL TESTO ENTRATO IN AULA

La riforma sanitaria della Sardegna è legge. Il testo unificato è stato approvato dall’Aula del Consiglio regionale nella tarda serata di ieri, con 36 voti a favore, 18 contrari, e 1 astenuto. Soddisfatto il Presidente della Regione, Christian Solinas: “Questa riforma ha una portata storica: è studiata per riportare la governance della sanità pubblica sul territorio, vicino ai cittadini, con il supporto di figure manageriali che si impegneranno a tradurre i bisogni della collettività in servizi e assistenza efficienti. La riforma porterà ad un miglioramento delle condizioni di lavoro degli operatori sanitari e all’acquisto di beni e servizi con procedure semplificate e coerenti per ottimizzare risparmio ed efficienza”.

“Superiamo un modello – sottolinea il capo di Giunta -, fondato sull’Ats, che ha paralizzato il sistema sanitario regionale e la sua capacità di rispondere al bisogno d’assistenza dei sardi, affermando, nel contempo, la volontà di tornare a investire per riqualificare i presidi ospedalieri e realizzare nuove strutture, puntando a cure moderne e di qualità. Abbiamo preso un impegno preciso con i cittadini e lo abbiamo onorato, la riforma è il frutto di un percorso serio, ponderato e responsabile che guarda al futuro dei servizi nell’Isola e alle necessità del presente”.

Non nasconde la propria punta d’orgoglio anche l’Assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu: “Il via libero di oggi da parte dell’Aula del testo sulla riforma sanitaria rappresenta un passo decisivo nella direzione che abbiamo tracciato sin dall’inizio di questa legislatura. Restituiamo ai territori autonomia e allo stesso tempo, con l’istituzione dell'Ares, manterremo centralizzati quegli aspetti, come gli acquisti e la gestione del personale, che consentiranno di realizzare una spesa efficiente attraverso le economie di scala, a vantaggio di tutto il sistema regionale”.

“Abbiamo importanti sfide davanti a noi – conclude proseguendo Nieddu -. L'emergenza Covid-19 ha cambiato e sta cambiando il modo di concepire l'assistenza sanitaria in tutto il mondo. Puntiamo a un sistema moderno in cui sviluppare la telemedicina, potenziare le cure territoriali, realizzare integrazione socio-sanitaria e non solo. La riforma è la base solida di un progetto coraggioso, di ampio respiro che riporta al centro le nostre comunità e i loro bisogni”.

Il vice Presidente di gruppo dei Riformatori, Michele Cossa, a favore della riforma, commenta così l’esito: “L’approvazione della legge è un risultato molto importante, che punta a eliminare la principale criticità dell’assetto attuale, la centralizzazione del bisogno di salute, portando le direzioni nel territorio. Il buon esito della riforma dipende però da altri due elementi – puntualizza il Consigliere -. Anzitutto dalla capacità e dalla competenza delle persone che saranno chiamate a dirigere le aziende. In secondo luogo da un nuovo assetto della rete dei sevizi sanitari territoriali e da una revisione della rete ospedaliera. Sinora si è andati avanti senza una visione organica di questi ambiti, ciò che ha in gran parte determinato il declino del sistema sanitario regionale”.

Dai banchi dell’opposizione, il Capogruppo del PD Gianfranco Ganau che ha votato contro la riforma, afferma: “Il centro-destra ha approvato oggi una pessima legge di riforma sanitaria che riguarda esclusivamente gli aspetti gestionali del sistema, con un mantenimento di funzioni accentrate (acquisti, personale) in una azienda regionale (ARES) ed un ritorno a 8 asl territoriali. Un intervento che paralizzerà, in un momento di grave emergenza determinata dalla ripresa della pandemia covid-19, in un regime commissariale, il sistema sanitario per almeno un anno e che a regime comporterà un incremento delle aziende sanitarie da 6 a 14 ed un aumento di ben 48 figure apicali con conseguente aumento dei costi stimato in oltre 3 milioni di euro. Una riforma – conclude Ganau – che risponde più a logiche di spartizione di potere della maggioranza e che non interviene minimamente sulle criticità dell'organizzazione territoriale e su quelle drammaticamente evidenti nel sistema ospedaliero”.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

02 Settembre 2020

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