Da Daiichi Sankyo nuove evidenze positive su patritumab deruxtecan nel Nsclc

Da Daiichi Sankyo nuove evidenze positive su patritumab deruxtecan nel Nsclc

Da Daiichi Sankyo nuove evidenze positive su patritumab deruxtecan nel Nsclc
A Esmo 2020 sono stati presentati i dati aggiornati della sperimentazione di Fase 1 patritumab deruxtecan nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule metastatico o non resecabile con mutazione del recettore del fattore di crescita epidermico, la cui malattia è progredita nonostante la terapia a base di inibitori tirosin-chinasici. Questo anticorpo monoclonale coniugato ha dimostrato una risposta globale preliminare del 25% e una percentuale di controllo della malattia del 70% per una durata mediana di 7 mesi. 

Al Congresso virtuale della Società Europea di Oncologia Medica ESMO 2020 Daiichi Sankyo ha presentato i dati aggiornati della sperimentazione di fase 1 dell’anticorpo monoclonale coniugato (ADC) DXd anti-HER3 patritumab deruxtecan (U3-1402) in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) metastatico o non resecabile con mutazione del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR), la cui malattia è progredita nonostante la terapia a base di inibitori tirosin-chinasici (TKI).
 
Circa il 10-15% dei carcinomi polmonari non a piccole cellule (NSCLC) presentano una mutazione dell’EGFR. Si stima che circa l’83% dei pazienti con NSCLC esprimano la proteina HER3, che può essere associata a una maggiore incidenza di metastasi, ridotta sopravvivenza e resistenza al trattamento standard del cancro.

Prima di ricevere il trattamento con patritumab deruxtecan, i pazienti arruolati erano stati sottoposti a una mediana di quattro terapie. Tutti i pazienti erano stati trattati precedentemente con inibitori tirosin-chinasici dell’EGFR, e la maggioranza di essi avevano ricevuto osimertinib (86%). il 90% dei pazienti era stato trattato con chemioterapia a base di platino e il 40% aveva ricevuto una terapia anti -PD-1/PD-L1. Il 47% dei pazienti valutabili presentava una anamnesi di metastasi cerebrali stabili al momento dell’inizio dello studio.

Le evidenze
La risposta oggettiva preliminare (ORR), valutata da una revisione centrale indipendente in cieco, è stata del 25% in 56 pazienti valutabili trattati con patritumab deruxtecan in monoterapia (5,6 mg/kg). Un paziente ha raggiunto una risposta completa (CR) e 13 hanno raggiunto risposte parziali (PR). Al momento dell’estrazione dei dati, 3 ulteriori risposte parziali erano in attesa di conferma e 6 pazienti avevano solo una valutazione del tumore. Con patritumab deruxtecan è stata osservata una percentuale di controllo della malattia (DCR) del 70% con una durata mediana della risposta (DOR) di 7 mesi. La stabilità della malattia è stata osservata nel 45% dei pazienti.
 
“Queste risposte iniziali osservate con patritumab deruxtecan in pazienti con NSCLC e mutazione dell’EGFR pesantemente pretrattati e con diversi meccanismi di resistenza ai trattamenti anti-EGFR, sono molto incoraggianti, soprattutto considerando l’assenza di terapie efficaci approvate in questo tipo di setting. – spiega Helena Yu, medico oncologo al Memorial Sloan Kettering Cancer Center e sperimentatrice del trial – Questi dati confermano che prendere di mira l’HER3, con l’utilizzo di un anticorpo monoclonale coniugato, può essere una strategia terapeutica per superare i vari meccanismi di resistenza nei pazienti con NSCLC ed EFGR mutato che hanno visto progredire la malattia con le opzioni di trattamento attualmente disponibili”.

Il profilo complessivo di sicurezza e tollerabilità di patritumab deruxtecan è coerente con quello osservato nella fase dello studio concernente l’aumento del dosaggio.

I più comuni eventi avversi, di ogni grado, si sono verificati almeno nel 25 % dei pazienti che avevano ricevuto patritumab deruxtecan (5.6 mg/kg) e comprendevano spossatezza (58%), nausea (54%), trombocitopenia (53%), inappetenza (35%), neutropenia (33%), vomito (30%), alopecia (30%), anemia (26%) e costipazione (25%). I più comuni eventi avversi di grado ≥3, verificatisi in più del 10% di pazienti, erano costituiti da trombocitopenia (28%) e neutropenia (19%), In 5 pazienti (9%) si è verificato un evento avverso che ha costretto all’interruzione del trattamento. Sono stati riportati 3 casi (5%) di malattia polmonare interstiziale (ILD) correlata al trattamento, confermati da una commissione indipendente di valutazione.

“L’HER è spesso sovraespresso nel carcinoma polmonare non a piccole cellule, perciò diventa un target importante di intervento terapeutico in quei tumori che presentano un’ampia gamma di meccanismi di resistenza alle terapie standard.- osserva Gilles Gallant, Vice Presidente Senior e direttore Globale dello Sviluppo oncologico, del Dipartimento R&D di Daiichi Sankyo – Questi risultati preliminari, che mostrano un controllo della malattia con patritumab deruxtecan in un follow up di breve periodo, sono molto incoraggianti e devono essere confermati in un follow-up più lungo. Sulla base di questi dati, stiamo programmando di avviare uno studio di fase II su patritumab deruxtecan in pazienti con NSCLC e mutazione EGFR in stadio avanzato o metastatico”.

21 Settembre 2020

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...