Pressione sanguigna. “Picchi notturni” aumentano il rischio cardiovascolare

Pressione sanguigna. “Picchi notturni” aumentano il rischio cardiovascolare

Pressione sanguigna. “Picchi notturni” aumentano il rischio cardiovascolare
Uno studio retrospettivo condotto in Giappone sui dati di oltre 6 mila pazienti, ha messo in evidenza come picchi di ipertensione notturna possano aumentare il rischio di eventi cardiovascolari e di insufficienza cardiaca. “Durante il sonno, la posizione supina aumenta il ritorno venoso, con conseguente aumento del precarico cardiaco”, sottolinea Kario, autore principale dello studio, “l’innalzamento della pressione sistolica notturna agisce notevolmente sulla tensione della parete cardiaca, aumentando sia il precarico che il postcarico”.

(Reuters Health) – Le persone che soffrono di innalzamenti della pressione sanguigna durante la notte sono a maggior rischio di eventi cardiovascolari e insufficienza cardiaca. A questa conclusione cui è giunto uno studio pubblicato da Circulation e coordinato da Kazuomi Kario, della Jichi Medical University di Tochigi, in Giappone.
 
I ricercatori hanno esaminato i dati di 6.359 pazienti con almeno un fattore di rischio per eventi cardiovascolari, ma nessun sintomo di malattia cardiovascolare, sottoposti a monitoraggio della pressione per 24 ore. Dopo un follow-up medio di 4,5 anni si sono verificati 309 eventi cardiovascolari, tra cui 119 ictus, 99 episodi di malattia coronarica e 88 casi di insufficienza cardiaca.

In particolare, ogni aumento di 22mmHg di pressione sistolica durante la notte era associato a un rischio maggiore di malattia cardiovascolare aterosclerotica e di insufficienza cardiaca. Rispetto al normale ritmo circadiano, un ritmo interrotto da un aumento della pressione di notte rispetto a quella registrata di giorno era associato a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari (HR 1,48) e insufficienza cardiaca (HR 2,45).

Inoltre, tra i pazienti con pressione sanguigna sistolica tenuta sotto controllo nelle 24 ore, quelli con un’alterazione della pressione giornaliera e con sostanziali riduzioni della pressione notturna mostravano un aumentato rischio di ictus (HR 1,61).

“Durante il sonno, la posizione supina aumenta il ritorno venoso, con conseguente aumento del precarico cardiaco”, sottolinea Kario, “L’innalzamento della pressione sistolica notturna agisce notevolmente sulla tensione della parete cardiaca, aumentando sia il precarico che il postcarico”.

Fonte: Circulation

Lisa Rapaport

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Lisa Rapaport

03 Novembre 2020

© Riproduzione riservata

“Dovere di Parola”: dalla collaborazione tra professionisti sanitari può nascere una nuova strategia di prevenzione
“Dovere di Parola”: dalla collaborazione tra professionisti sanitari può nascere una nuova strategia di prevenzione

Una famiglia italiana su due ha un animale da compagnia. Un dato che racconta un cambiamento sociale profondo e che invita a guardare alla salute degli animali non soltanto come...

Spesa farmaceutica. Aifa: per le aziende conto da 2,38 miliardi per il payback 2025
Spesa farmaceutica. Aifa: per le aziende conto da 2,38 miliardi per il payback 2025

Il conto del payback farmaceutico per il 2025 è arrivato. Le aziende farmaceutiche dovranno versare complessivamente 2 miliardi e 385 milioni di euro alle Regioni e alle Province autonome per...

Aifa approva rimborsabilità della prima terapia genica per “bambini farfalla”. Via libera a 9 nuovi trattamenti
Aifa approva rimborsabilità della prima terapia genica per “bambini farfalla”. Via libera a 9 nuovi trattamenti

La prima terapia genica topica per i cosiddetti "bambini farfalla" sarà rimborsata dal Servizio sanitario nazionale. Si tratta di VYJUVEK (beremagene geperpavec), un trattamento in gel da applicare direttamente sulle...

Diabete T2. Parere positivo dell’Ema sulla prima combinazione di insulina e semaglutide, una sola iniezione a settimana
Diabete T2. Parere positivo dell’Ema sulla prima combinazione di insulina e semaglutide, una sola iniezione a settimana

Una sola iniezione alla settimana, pari a 52 somministrazioni all'anno, contro le sette iniezioni settimanali richieste da una terapia insulinica quotidiana e le oltre mille annue che possono essere necessarie...