Oncologia in Molise. Pubblico e privato insieme per superare le criticità. Calista (AIOM): “Al lavoro per far nascere la rete oncologica”

Oncologia in Molise. Pubblico e privato insieme per superare le criticità. Calista (AIOM): “Al lavoro per far nascere la rete oncologica”

Oncologia in Molise. Pubblico e privato insieme per superare le criticità. Calista (AIOM): “Al lavoro per far nascere la rete oncologica”

In una regione ancora segnata dal piano di rientro e dalla carenza di personale, prende forma una rete oncologica che punta a integrare strutture pubbliche e private. Il Coordinatore regionale AIOM racconta le sfide, i risultati raggiunti e il ruolo dell'associazione nel rafforzare l'assistenza ai pazienti

Il Molise è una piccola regione nella quale strutture pubbliche e private collaborano stabilmente per garantire l’assistenza oncologica ai cittadini. Una collaborazione che rappresenta uno dei punti di forza del sistema regionale, pur in un contesto ancora fortemente condizionato dalle difficoltà organizzative e finanziarie legate al piano di rientro sanitario. È proprio da questo scenario che parte Franco Calista, Coordinatore regionale AIOM Molise e dirigente medico dell’Unità operativa complessa di Oncologia dell’Ospedale Cardarelli di Campobasso, per raccontare una realtà che sta costruendo la propria rete oncologica regionale, senza nascondere le criticità ma guardando alle opportunità di crescita.

“La prima criticità è legata al fatto che la nostra regione è stata ed è ancora in piano di rientro ormai da 17 anni. Il piano di rientro comporta una serie di difficoltà sia organizzative sia di personale, perché nel corso degli anni si perdono colleghi, non solo medici ma anche infermieri, che con difficoltà vengono rimpiazzati”.

La carenza di personale rappresenta oggi una delle principali sfide anche per l’oncologia molisana, sebbene, osserva Calista, fino a tempi recenti la disciplina sia riuscita a preservare la propria capacità assistenziale. Negli ultimi mesi anche l’oncologia ha iniziato a risentire delle difficoltà nel ricambio degli organici, una situazione che il coordinatore regionale auspica possa essere superata grazie ai concorsi recentemente banditi.

Nonostante queste difficoltà, il sistema sanitario regionale ha mantenuto una forte integrazione tra le strutture presenti sul territorio. “I nostri ospedali hanno sempre collaborato tra di loro, sia quelli pubblici che privati, per stare vicino alla popolazione e cercare di offrire sempre un miglior servizio, almeno nell’ambito oncologico”.

L’organizzazione dell’assistenza si basa su un modello Hub & Spoke, con strutture pubbliche distribuite nei tre poli principali della regione e due realtà private che svolgono gran parte dell’attività oncologica. Entrambe rappresentano punti di riferimento anche oltre i confini regionali: l’IRCCS di Pozzilli costituisce un centro di eccellenza nelle neuroscienze, mentre una struttura di Campobasso è riconosciuta come riferimento per la chirurgia ginecologica, attirando pazienti anche dal resto del Centro-Sud. È proprio dall’integrazione di queste competenze che prenderà forma la futura rete oncologica regionale.

Tra i risultati già raggiunti, alla cui realizzazione AIOM ha contribuito in maniera significativa, figura l’istituzione del Molecular Tumor Board “che al momento sta lavorando” pur con margine di miglioramento e potenziamento.

La costruzione della rete oncologica rappresenta ora il principale obiettivo organizzativo; “una rete che sta cercando di nascere come un’unica struttura regionale e che coinvolge sia la parte pubblica sia quella privata con quelli che sono i punti di forza dell’uno e dell’altro istituto”.

L’obiettivo è creare una rete realmente integrata, capace di mettere a sistema le competenze sviluppate dalle diverse strutture regionali. Secondo Calista, la piattaforma informatica della rete dovrebbe entrare in funzione già dal prossimo autunno, mentre è già in corso il lavoro sui Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (Pdta), ai quali AIOM partecipa attivamente attraverso i propri rappresentanti. Un percorso che, sottolinea il coordinatore regionale, inizia già a produrre i primi risultati: accanto alla tradizionale mobilità sanitaria in uscita, il Molise registra infatti una crescente mobilità attiva, con pazienti provenienti anche da altre regioni attratti dalle competenze sviluppate sul territorio.

Il piano di rientro continua, tuttavia, a rappresentare un limite, soprattutto per la possibilità di partecipare a programmi di ricerca di più ampio respiro. Nonostante ciò, Calista rivendica la capacità dell’oncologia molisana di recepire le innovazioni terapeutiche e organizzative, pur nei vincoli imposti dalle risorse disponibili.

Sul fronte associativo, AIOM Molise ha scelto di investire soprattutto nella collaborazione con le altre società scientifiche presenti sul territorio, in particolare AIRO, promuovendo iniziative di aggiornamento rivolte sia agli specialisti sia ai medici di medicina generale. Parallelamente il direttivo regionale affianca la Regione, gli enti locali e le associazioni dei pazienti nelle attività dedicate alla prevenzione e agli screening, partecipando con continuità agli eventi organizzati dal volontariato oncologico. “Ci sentiamo sempre molto vicini a quelle che sono le richieste della popolazione e dei colleghi che ci chiamano per qualsiasi tipo di attività”.

In conclusione, Calista descrive un sistema in trasformazione, chiamato a fare i conti con risorse limitate, ma deciso a rafforzare l’integrazione tra pubblico e privato, valorizzando le competenze già presenti sul territorio e costruendo strumenti condivisi per migliorare l’assistenza ai pazienti oncologici.

Marzia Caposio

30 Luglio 2026

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