Oncologia in Umbria. Foglietta (AIOM): “Oggi si respira un’aria di nuova collaborazione”. Molecular Tumor Board, integrazione e prevenzione

Oncologia in Umbria. Foglietta (AIOM): “Oggi si respira un’aria di nuova collaborazione”. Molecular Tumor Board, integrazione e prevenzione

Oncologia in Umbria. Foglietta (AIOM): “Oggi si respira un’aria di nuova collaborazione”. Molecular Tumor Board, integrazione e prevenzione

Una rete oncologica consolidata punta su percorsi condivisi, medicina di precisione e collaborazione tra ospedale e territorio per garantire equità di accesso alle cure. La Coordinatrice regionale AIOM illustra i risultati raggiunti, le sfide ancora aperte

Una rete consolidata che coinvolge le due aziende ospedaliere e le due aziende sanitarie locali, con l’obiettivo di garantire a tutti i cittadini percorsi diagnostico-terapeutici omogenei e un accesso equo alle cure, indipendentemente dal luogo di residenza. È il modello dell’oncologia umbra delineato da Jennifer Foglietta, Coordinatrice regionale AIOM Umbria e direttore della Struttura complessa di Oncologia dell’Ospedale Santa Maria di Terni, che individua nella rinnovata collaborazione tra le diverse realtà regionali il principale elemento di forza del sistema.

“La rete oncologica regionale rappresenta oggi uno strumento per garantire equità di accesso alle cure e uniformità dei percorsi. L’obiettivo non è soltanto quello di mettere in collegamento le strutture, ma fare in modo che ogni cittadino umbro possa beneficiare dello stesso trattamento dal punto di vista diagnostico e terapeutico, indipendentemente dal luogo di residenza e dal punto di accesso alla rete”.

Negli ultimi anni la rete ha rafforzato l’integrazione tra ospedale e territorio attraverso l’elaborazione dei Pdta dedicati a quattro grandi patologie oncologiche e l’istituzione del Molecular Tumor Board, oggi uno degli strumenti più importanti per favorire la multidisciplinarietà e l’accesso appropriato alla medicina di precisione. Le dimensioni contenute della regione, sottolinea Foglietta, rappresentano in questo senso un’opportunità. Se infatti da un lato possono essere un limite, “dall’altro possono favorire l’integrazione, la condivisione delle competenze e la costruzione di percorsi realmente integrati tra le quattro aziende e le unità territoriali”.

Proprio il clima di collaborazione rappresenta, secondo la coordinatrice AIOM, il principale cambiamento registrato negli ultimi anni. “Dopo anni in cui la rete ha avuto una battuta di arresto, con difficoltà e percorsi che non erano omogenei, oggi si respira un’aria di nuova collaborazione, di rinnovato interesse a mettere insieme le forze tra i diversi specialisti. Questo cambio di paradigma rappresenta probabilmente il punto di forza dell’oncologia umbra”.

Tra gli esempi più concreti di questo approccio figura il Molecular Tumor Board. “Ha rappresentato uno degli esempi più concreti di multidisciplinarietà applicata alla pratica clinica, consentendo ai professionisti di diversi ospedali e diverse realtà regionali di condividere competenze altamente specialistiche e di offrire ai pazienti percorsi di medicina di precisione che in altri tempi non sarebbero potuti avvenire”.

Permangono tuttavia alcune criticità. La principale, spiega Foglietta, è l’assenza di una piattaforma informatica unica della rete regionale, che consentirebbe di mettere pienamente in connessione gli specialisti, condividere le informazioni cliniche, facilitare l’accesso agli studi clinici e monitorare in maniera uniforme percorsi ed esiti assistenziali. A questa si aggiungono la carenza di personale sanitario, la difficoltà di attivare percorsi dedicati alla preservazione della fertilità e la mancanza di una presa in carico strutturata dei soggetti sani portatori di mutazioni genetiche predisponenti al tumore, oltre alla necessità di rafforzare ulteriormente l’assistenza territoriale e le cure palliative.

Per quanto riguarda AIOM, l’Umbria punta a rafforzare il dialogo tra ospedale e territorio coinvolgendo tutte le figure professionali che partecipano al percorso assistenziale; quindi “il coinvolgimento non solo degli oncologi, ma anche dei medici di medicina generale, che sono interlocutori fondamentali dalla diagnosi fino al follow-up dei pazienti oncologici. Per questo abbiamo creato eventi di condivisione dedicati proprio a loro”.

Grande attenzione è rivolta anche alla formazione continua degli oncologi, con eventi scientifici dedicati alla comunicazione, alla qualità di vita dei pazienti e al confronto con le regioni limitrofe, oltre che alla promozione della prevenzione. “In collaborazione con AIRC abbiamo avviato un progetto rivolto alle scuole primarie per promuovere stili di vita sani tra i bambini. Il primo evento ha coinvolto centinaia di alunni dell’Umbria e, proprio sulla scorta di questo successo, l’iniziativa proseguirà anche quest’anno. Per noi rappresenta un investimento concreto sulla prevenzione, che deve crescere fin dall’infanzia”.

L’obiettivo, conclude Foglietta, è continuare a rafforzare una rete sempre più integrata e vicina ai cittadini. “L’Umbria, come modello di rete oncologica moderna, deve affrontare le sfide puntando sulla vicinanza tra professionisti e strutture, sull’equità e sull’innovazione, ricordando che la prevenzione è probabilmente l’arma migliore che abbiamo per vincere questa sfida”.

Marzia Caposio

22 Luglio 2026

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