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Pronto soccorso senza medici. La Regione Campania adotta il modello toscano

In attesa di formare medici abilitati allestendo corsi ad hoc per l’emergenza (come fatto per il 118), per fronteggiare le ferie estive la Campania emanerà una circolare ai manager per autorizzarli a dirottare in Pronto Soccorso i medici specialisti di altre branche equipollenti (ad esempio che abbiano seguito un corso di formazione come quello dei medici del 118) per un monte ore adeguato a coprire tutti i turni.

07 GIU - La carenza di specialistici nei pronto soccorso è diventata acuta anche in Campania. Il Molise ricorre alla Sanità militare e il Potenza al San Carlo di emana il primo bando per il reclutamento dei pensionati. Napoli da tempo i sindacati medici invocano una soluzione. La Cgil medici, dopo alcuni incontri infruttuosi in Prefettura, radunò tutti i primari dei pronto soccorso per delineare la mappa di una situazione che se non affrontata avrebbe conseguenze anche di ordine pubblico. Del resto il recente studio dell’Anaao ha già segnalato nell’ambito di una carenza di specialisti che riguarda tutte le regioni, il picco di defezioni in Campania proprio nelle prime linee (800 unità in meno rispetto al fabbisogno entro il 2021).

Carenze finora tamponate alla meno peggio con lo spostamento in pronto soccorso e per alcuni turni di specialisti di altre branche in attesa che siano espletati i concorsi e specializzate le figure che rimandano al ruolo cruciale del medico unico di pronto soccorso di cui c’è grave carenza in tutte le regioni.

Carabinieri al San Giovanni Bosco

Dopo il caso dei giorni scorsi al San Giovanni Bosco, dove al cambio del turno sono mancati i chirurghi e sono dovuti intervenire i carabinieri per allertare un reperibile, la Regione ieri ha convocato i manager per trovare soluzioni alternative. Il modello che si intende adottare, alternativo all’impiego degli specializzandi codificato dal decreto Calabria (approvato alla Camera e al vaglio del Senato ma duramente avversato dagli universitari) è quello Toscano che presuppone l’utilizzo con contratti di 6 mesi rinnovabili per altri 6 di medici abilitati che abbiano seguito un corso di formazione sul modello di quello che viene effettuato dai medici del 118. Ci vuole tempo. Per affrontare i turni estivi il direttore generale del dipartimento salute della Regione Campania emanerà una circolare che consentirà ai direttori generali di reclutare con un monte ore altri specialisti da altri reparti delle retrovie. 

La mappa delle carenze
La mappa delle carenze nei pronto soccorso disegna una situazione insostenibile. Al San Giovanni Bosco in servizio c’è un solo medico specialista in medicina di urgenza e pronto soccorso, coadiuvato nei turni da alcuni medici del 118. Mancano 19 unità mediche specialistiche sopperite con altre figure (Cardiologi, ginecologi, neurochirurghi, chirurghi vascolari)

Non va meglio al San Paolo: qui sono in servizio 12 medici di urgenza, ne mancano una decina. Carenti sono anche gli anestesisti: ce ne sono 12 ne servono almeno altri 6. Ma nel presidio di Fuorigrotta è grave anche la carenza di ortopedici, pediatri e neurologi. Al Loreto Mare mancano almeno 3 o 4 medici di urgenza, ma anche cardiologi e gastroenterologi per coprire i turni sulle 24 ore. C’è penuria anche di Neurologi. Al Pellegrini mancano 6 medici di pronto soccorso. Molti turni sono coperti da specialisti di altre branche e anche, per i codici bianchi, da medici di continuità assistenziali senza specializzazione.  

L’unico che ha organici sufficienti attualmente è l’ospedale del mare dove con le assunzioni effettuate a dicembre ci sono circa 25 medici di pronto soccorso, molti sono tuttavia giovani. Due unità dopo l’ultimo concorso sono emigrate in altri ospedali.

All’azienda dei Colli, al Cto mancano 7 medici di pronto soccorso vicariati da altri specialisti: 2 in pronto soccorso su tutti i turni, 2 in Medicina di urgenza al mattino, 1 al pomeriggio e 1 di notte. Il primario fa da jolly su tutti i turni.

Molto complessa la situazione alla Asl Napoli 3 Nord: a Castellammare si sono 8 unità di pronto soccorso su 16 programmate, a Nola 11 unità di pronto soccorso su 14 previste, a Boscotrecase 7 unità di pronto soccorso su 16 da reclutare. Drammatica la situazione anche a Sorrento. Finora sono fallite tutte le misure per sopperire alle carenze con l’utilizzo di guardie mediche e medici in auto convenzionamento a 60 euro l’ora. Al concorso esperito per 13 posti hanno partecipato in 18, 6 si sono presentati di cui 4 già interni a tempo determinato. Due gli arruolamenti effettuati.  

Infine il Cardarelli dove mancano 25 unità di pronto soccorso. La situazione è esplosiva. Altre due unità, vincitrici di concorso stanno per emigrare verso la Asl Napoli 1. Alla Asl Napoli 2 nord carenze si registrano in tutti i pronto soccorso soprattutto a Frattamaggiore e Ischia. A Giugliano e Pozzuoli sono state tuttavia reclutate molte unità per concorso e dunque si riesce a coprire i turni. Per ora ma con l’arrivo dell’estate la situazione peggiorerà.

Il Saues
“Il caso gravissimo che ha investito lunedì scorso il Pronto soccorso del San Giovanni Bosco non può essere ascritto, come è stato fatto, alle responsabilità dei medici ma semmai all’inerzia di chi di dovere rispetto alla pesantissima carenza del personale medico”. Lo afferma Paolo Ficco, presidente nazionale del Saues, il sindacato autonomo urgenza ed emergenza sanitaria, per il quale “soprattutto negli ultimi anni, i continui annunci di un possibile, per quanto parziale, turn over non hanno fatto altro che esasperare gli animi dei medici e dei familiari dei pazienti”.

“E’ evidente che servono immediatamente misure straordinarie che risolvano, seppure temporaneamente, le gravissime falle del sistema sanitario regionale per garantire un livello minimo di assistenza soprattutto nei Pronto Soccorso, ma anche nel 118”, aggiunge il presidente Saues. “Sono mesi che, forti anche di pareri espressi da autorevoli giuristi, invochiamo contratti di collaborazione per giovani laureati formati o qualunque altra soluzione che nell’immediato e non tra qualche anno, quando le criticità si saranno trasformate in tragedie”, conclude Ficco.

Sorrento
Le notizie di stampa che riguardano l’ospedale di Sorrento ed il suo pronto soccorso “fanno inorridire”, secondo Flora Beneduce, consigliere regionale e componente della Commissione Sanità della Campania. “Si spostano i medici dediti alle attività ambulatoriali in ospedale al pronto soccorso, con un provvedimento che se fosse vero sarebbe gravissimo, supportato da scarsissima competenza e da una visione miope dell’organizzazione dei servizi. I medici di pronto soccorso hanno qualifiche diverse, hanno frequentato corsi e possono vantare un'esperienza sul campo per poter lavorare nell’area dell’emergenza-urgenza. E’ un torto che si fa ai pazienti, a quelli residenti e ai tanti in arrivo per la stagione estiva”, dichiara la consigliera.
 
Per Beneduce “bisognerebbe poi chiedersi perché i medici in possesso delle adeguate qualifiche comunque evitano di andare al pronto soccorso di Sorrento. Si tratta di un servizio privo delle attrezzature e delle strumentazioni tecniche necessarie. Che non soltanto è a corto di personale medico e paramedico ma anche di mezzi. Sono tre anni che questa direzione generale dell’Asl Napoli 3 Sud mostra limiti in tal senso, in fatto di organizzazione e di programmazione dei servizi. Ciò non è più tollerabile”, rincara l’esponente azzurro.

“Altro tema è poi quello del personale medico e paramedico che è uscito dai turni e dai reparti a cui era destinato per ricoprire incarichi di tipo amministrativo nelle segreterie dei direttori generali, dove il proprio apporto è di fatto trascurabile. Ecco, bisognerebbe che questo personale, queste unità, smettessero le vesti impiegatizie per tornare sul campo, laddove sono state in origine previste e destinate. In questo modo i disagi diminuirebbero e non ci sarebbe la necessità di spedire in pronto soccorso, qualora fosse legittimo e corretto dal punto di vista procedurale, i medici e i paramedici dei vari reparti ospedalieri”, prosegue la consigliera.

“Tutto ciò in barba ai principi più elementari dell'assistenza, che rimandano a controlli accurati entro un mese dalla dimissione per verifiche su terapie e cure da parte degli stessi specialisti che hanno seguito i pazienti durante il ricovero in ospedale. La verità – conclude Beneduce - è che fino ad oggi la governance della Asl Napoli 3 Sud si è soltanto prodotta in operazioni volte ad aumentare il numero delle unità operative complesse d'emergenza, ottemperando soltanto in minima parte ad un atto aziendale fantasioso compilato da tecnocrati lontani dai bisogni dell’utenza e, ciò che è peggio, non curante del fatto che le stesse unità sarebbero poi rimaste prive di personale, come nel caso del pronto soccorso di Sorrento. La salute dei nostri concittadini non si può affidare a burocrati inesperti ed incompetenti, a dirigenti buoni soltanto a fare conti ragionieristici dimenticando le esigenze e la sofferenza della gente”. 
 
Ettore Mautone

07 giugno 2019
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