Alimentare: al via Cibus 2010

Alimentare: al via Cibus 2010

Alimentare: al via Cibus 2010
"Cibus 2010 confermerà il suo ruolo di momento di incontro per l'industria agroalimentare italiana, con i compratori italiani e stranieri" ha dichiarato Elda Ghiretti, Cibus Manager, nel corso della presentazione del Salone internazionale dell'alimentazione che si tiene dal 10 al 13 maggio a Parma.

Al salone saranno presenti 2.500 espositori e 50.000 visitatori professionali, di cui 7 mila operatori esteri provenienti da 110 Paesi.
 

"Le Fiere sono uno strumento fondamentale per la promozione dei nostri prodotti – ha dichiarato nel corso della conferenza Gian Domenico Auricchio, Presidente di Federalimentare – Specialmente in un momento delicato a causa della difficile congiuntura internazionale, occorre puntare sull'export e sull'internazionalizzazione per il rilancio e la crescita di un settore, quello dell'industria alimentare, che rappresenta il secondo comparto produttivo del Paese con 120 miliardi di fatturato, di cui quasi 20 costituiti dalle esportazioni".
 
 
Il 2009 è stato un anno complesso per l'industria alimentare italiana, che comunque ha evidenziato la sua capacità di tenuta, nonostante il momento difficile dell'economia nazionale. "Nel primo bimestre di quest'anno – ha spiegato Gian Domenico Auricchio, nella sua relazione di avvio dei lavori dell'assemblea – le esportazioni alimentari sono tornate a crescere, segnando un +2,5% che compensa la flessione dei consumi interni (-2%). Forse e' il segnale che il peggio e' oramai alle spalle. Certamente e' la conferma della vocazione internazionale dell'Industria alimentare italiana e del suo ruolo di alfiere del nostro Paese nel mondo". Proprio l'export, infatti, secondo i dati esposti, vale il 26% del fatturato, contro il 16,7% della media nazionale. Nel merito è stata richiesta una politica volta a favorire le liberalizzazioni: “Ribadiamo – ha sottolineato Auricchio – alcune esigenze divenute ormai improrogabili: la deducibilità delle spese promozionali all'estero, la semplificazione burocratica e normativa, il finanziamento all'innovazione industriale, la defiscalizzazione totale del disavanzo da concambio di fusione”.
 
 
Durante la sua relazione, il presidente Auricchio ha spiegato come il trend produttivo 2009, pur in calo, si e' attestato al -1,5%. Il 2010 e' iniziato meglio: nel primo bimestre la produzione e' aumentata del +2%, con un trend positivo che sembra poter bissare i risultati “storici” del 2008. "Per i consumi invece – ha poi precisato il Presidente di Federalimentare – osserviamo una dinamica 2009 con preoccupanti flessioni che purtroppo permangono anche ad inizio 2010. In media d'anno i consumi alimentari hanno totalizzato infatti un calo in quantità del -3,6%, il peggior dato degli ultimi decenni”.
 
 
Durante i lavori dell'assemblea Gian Domenico Auricchio ha sottolineato la necessità di "ristabilire gli equilibri all'interno della filiera, che nell'ultimo decennio ha visto l'industria perdere sensibilmente peso all'interno della catena del valore”. "Grande Distribuzione e Industria – ha sottolineato Auricchio – sono due facce della stessa medaglia. E' per questo che ormai da due anni abbiamo avviato un percorso per giungere ad un protocollo d'intesa tra Federalimentare, Federdistribuzione, Ancc-Coop e Ancd-Conad, finalizzato ad instaurare un dialogo permanente, regole condivise e una camera di conciliazione". Sulle etichettatura d'origine, secondo Federalimentare non vi è alcun bisogno di introdurre ulteriori requisiti, il cui principale effetto sarebbe quello di aumentare i costi di produzione e perciò inevitabilmente anche i prezzi al consumo degli alimenti, senza produrre vantaggi per il consumatore finale.
 
 
Riguardo la sicurezza alimentare, infine, l'Industria non ammette arretramenti, i dati parlano chiaro: 60.000 addetti dedicati, investimenti per oltre il 2% del fatturato (2,5 miliardi di euro l'anno), e 1 miliardo di analisi di autocontrollo ogni anno, in media 400 al giorno in ciascuna delle nostre aziende alimentari. Un autocontrollo aziendale che si affianca ai controlli pubblici ufficiali, che si traducono annualmente in circa 700 mila ispezioni e analisi ad opera delle numerose Amministrazioni e Autorità territoriali coinvolte.
 
 
G.R.

10 Maggio 2010

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