Allarme meningite in Inghilterra, i casi salgono a 20. Un uomo in ospedale a Londra

Allarme meningite in Inghilterra, i casi salgono a 20. Un uomo in ospedale a Londra

Allarme meningite in Inghilterra, i casi salgono a 20. Un uomo in ospedale a Londra

Una persona residente nel Kent si è recato in un ospedale di Londra ma non avrebbe avuto contatti nella comunità londinese. Al momento i casi collegati riguardano giovani adulti; c'è un neonato con infezione da meningococco di gruppo B confermata ma attualmente non risulta collegato all'epidemia. Al via campagna vaccinazione.

Salgono a 20 i casi di meningite meningococcica nel Kent, in Inghilterra, senza nuovi decessi, anche se l’epidemia rischia di allargarsi: un individuo residente nel Kent si è presentato in un ospedale di Londra ma, riferisce l’Agenzia per la Sicurezza Sanitaria del Regno Unito (UKHSA) in una nota di aggiornamento, “senza aver avuto contatti nella comunità londinese”.

Tutti i soggetti colpiti attualmente collegati all’epidemia sono giovani adulti. L’UKHSA riferisce però di un neonato con infezione da meningococco di gruppo B confermata, non attualmente collegato all’epidemia, su cui, comunque, si continua ad indagare.

Alle 17:00 del 17 marzo, sono stati confermati 9 casi di laboratorio e 11 segnalazioni sono ancora sotto indagine, per un totale di 20 casi. Sei dei casi confermati sono stati diagnosticati come meningite meningococcica di gruppo B.

“La situazione è in rapida evoluzione e potrebbero verificarsi ulteriori casi; si raccomanda a chiunque presenti sintomi di consultare un medico”, sottolinea la nota, informando che gli antibiotici rimangono il trattamento più efficace per limitare la diffusione della meningite meningococcica invasiva. Finora, sono state somministrate oltre 2.500 dosi a studenti, contatti stretti e altre persone, tra cui alcuni frequentatori del locale Club Chemistry di Caterbury tra il 5 e il 7 marzo.

“Data la gravità dell’epidemia, e come ulteriore misura precauzionale, verrà avviato un programma di vaccinazione mirato, a partire dagli studenti residenti nelle residenze universitarie del campus di Canterbury dell’Università del Kent, che saranno contattati direttamente. Inizialmente, si prevede di contattare fino a 5.000 studenti e di offrire loro il vaccino”, spiega l’UKHSA, che continuerà a valutare il rischio per altre fasce di popolazione: “Il programma potrebbe essere esteso”.

18 Marzo 2026

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