Naufragata la riforma Schillaci salviamo le Case di Comunità

Naufragata la riforma Schillaci salviamo le Case di Comunità

Naufragata la riforma Schillaci salviamo le Case di Comunità

Gentile direttore, nonostante il consenso pressoché unanime delle regioni, il Governo ha decretato lo stop della riforma Schillaci della medicina generale.

Gentile direttore,
nonostante il consenso pressoché unanime delle regioni, il Governo ha decretato lo stop della riforma Schillaci della medicina generale.

È una scelta che certifica la debolezza politica del governo. Evidentemente si è preferito arretrare di fronte alle resistenze lobbistiche della medicina generale piuttosto che rispondere alle esigenze dei cittadini modernizzando l’assistenza territoriale con beneficio di tutti i medici di medicina generale e del SSN.

L’esito era del tutto prevedibile e previsto. La proposta del doppio canale era infatti sbagliata alla radice, un tentativo di mediazione contraddittorio e fallimentare, una specie di tentativo di saltare il fosso a metà.

Creare medici convenzionati e medici dipendenti all’interno della stessa funzione avrebbe aumentato la frammentazione anziché favorire l’integrazione. Un sistema già complesso sarebbe diventato ancora più difficile da governare.

Tuttavia, se non è percorribile il cambio di stato giuridico con la dipendenza, il governo, le regioni e la categoria, non possono sottrarsi dallo stipulare rapidamente la Convenzione che garantisca un modello organizzativo nuovo della assistenza territoriale e il pieno funzionamento delle Case di Comunità.

Altrimenti ci ritroveremmo con Case della Comunità nuove ma vuote, un bisogno assistenziale inevaso, medici mortificati, e SSN inefficiente nel suo complesso. Insomma, uno spreco di miliardi con il rischio di dover pure restituire i fondi del PNRR.

Allo scopo alcuni principi devono necessariamente caratterizzare l’Atto di Indirizzo della nuova Convenzione. Non si tratta di aggiungere semplicemente ore di attività nella Casa della Comunità, ma di riorganizzare lo stesso lavoro dei medici di famiglia in modo più moderno, efficiente e sostenibile, dentro un modello differenziato nelle attività, e nei diversi asset, ma unitario nella organizzazione.

In sintesi, si tratta di mantenere il rapporto fiduciario tra medico e cittadino che non è assolutamente incompatibile con l’attività nelle Case della Comunità.

Far coincidere l’ambito territoriale di scelta del medico con quello della Casa della Comunità, per avere un medico di fiducia anche del territorio, oltre che del paziente. Le attività svolte nella Casa di Comunità devono essere rivolte (evidentemente) a tutti i cittadini di quel territorio e non solo agli assistiti di ogni medico.

Prevedere circa 1.000 assistiti per ogni medico di quel territorio, compresi i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica) superando questo limbo mortificante per i medici e disfunzionale per il sistema.  Si valorizza così il tempo clinico e la qualità professionale.

Il tempo di lavoro dei medici dovrebbe caratterizzarsi nel mantenere 15 ore settimanali da dedicarsi agli ambulatori privati (quelle previste attualmente per i massimalisti). Le restanti circa 23 ore da utilizzare per lo svolgimento delle attività nelle Case di Comunità. Queste non sarebbero naturalmente attività aggiuntive, ma una parte delle stesse attività attualmente svolte dai medici di famiglia ma erogate con una diversa organizzazione e con strumenti nuovi.

Si dovrebbero trasferire a questo livello le incombenze amministrative, con scarico burocratico, e la gestione delle patologie croniche, le visite domiciliari, la presa in carico dei pazienti fragili, la gestione delle acuzie e delle urgenze. Si otterrebbe così, tra l’altro, la riduzione degli accessi al pronto soccorso, in particolare di quelli impropri, con efficientamento di tutto il sistema.

Insomma, un atto di responsabilità comune per salvare le Case di Comunità e riorganizzare l’assistenza territoriale, al di là della tipologia di rapporto di lavoro.

Nicola Preiti
Medico, già firmatario ACN Medicina generale

08 Giugno 2026

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