Bimba malata, medici di Londra vogliono staccare la spina. I genitori la fanno trasferire in Italia

Bimba malata, medici di Londra vogliono staccare la spina. I genitori la fanno trasferire in Italia

Bimba malata, medici di Londra vogliono staccare la spina. I genitori la fanno trasferire in Italia
Sarà accolta all’Ospedale Giannina Gaslini di Genova Tafida Raqeed, attualmente ricoverata in condizioni gravissime presso il Royal London Hospital di Londra. La decisione dopo l’approvazione della richiesta di una “second opinion” avanzata dai genitori a fine giugno al fine di accertare le condizioni cliniche della loro bambina di 5 anni. Una storia che riporta alla mente i difficili casi di Charlie e Alfie.

Ancora un bambino in condizioni cliniche. Ancora una battaglia tra medici, che vogliono staccare la spina, e genitori, che vogliono tenere in vita i loro figli. Due anni fa quel bambino si chiamava Charlie, e aveva 10 mesi, lo scorso anno Alfie, di due anni. Oggi è Tafida Raqeed. Ha 5 anni e gli altri due bimbi viene dall'Inghilterra, ma presto arriverà in Italia.
 
La direzione dell’ospedale pediatrico Irccs Giannina Gaslini di Genova ha infatti comunicato, con una nota, di aver ricevuto e accolto la richiesta di una "second opinion" avanzata dalla famiglia della piccola Tafida, al fine di accertare le condizioni cliniche della loro bambina, ricoverata in terapia intensiva pediatrica al Royal London Hospital di Londra dopo una emoragia cerebrale, ed alla quale era stata proposta una sospensione delle cure intensive, atteggiamento non condiviso dai genitori.

Lo scorso 5 luglio il collegio tecnico di specialisti composto dal Gaslini hanno inviato un documento ai colleghi di Londra, con i quali successivamente si è anche svolta una videoconferenza collegiale. Il documento evidenzia “l’estrema gravità delle condizioni cliniche, in linea con quanto indicato dai medici inglesi”, ma anche il fatto che “in Italia non si opera una sospensione delle cure, se non in caso di ‘morte cerebrale’, quadro diverso da quello di Tafida”.

Contestualmente il direttore generale del Gaslini, Paolo Petralia, ha ricevuto una lettera da parte dei genitori della bambina, i quali hanno chiesto “la disponibilità ad accogliere la bimba nell’ospedale genovese, proponendo di trasportarla in sicurezza e a proprie spese presso il pediatrico”. L’Istituto Giannina Gaslini ha risposto positivamente alla richiesta dei genitori della piccola.

“Il fatto che l’ospedale Gaslini sia stato contattato per un parere molto complesso sul caso di questa bambina – affermano in una dichiarazione congiunta il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e l’assessore alla Sanità Sonia Viale – conferma il rilievo internazionale dell’Istituto pediatrico. Regione Liguria sostiene pienamente la disponibilità manifestata dal Gaslini ad accogliere la richiesta dei genitori della piccola Tafida, a cui esprimiamo tutta la nostra vicinanza”.

17 Luglio 2019

© Riproduzione riservata

Epidemie. L’Oms testa un gioco strategico per accelerare rilevazione e risposta
Epidemie. L’Oms testa un gioco strategico per accelerare rilevazione e risposta

Individuare un sospetto focolaio entro sette giorni, notificare le autorità sanitarie pubbliche entro un giorno e attivare una risposta efficace entro altri sette. Questo l’obiettivo del modello “7-1-7” che l’Organizzazione...

La serie “The Pitt” mostra il vero volto del lavoro in Pronto Soccorso, che resiste in una sanità al collasso
La serie “The Pitt” mostra il vero volto del lavoro in Pronto Soccorso, che resiste in una sanità al collasso

Quasi cinque anni dopo l’inizio della pandemia da Covid-19 e il conseguente bisogno di evasione che ha portato una grande parte di pubblico ad evitare di scegliere intrattenimento a tema...

Aifa sostiene la giornata delle malattie rare 2026
Aifa sostiene la giornata delle malattie rare 2026

La rarità di una patologia non può tradursi in invisibilità. Per chi convive con una malattia rara, il primo ostacolo non è solo la terapia, ma il percorso: ottenere una...

Doping. Smantellato traffico di anabolizzanti tra Calabria e Toscana: due misure cautelari, 33 indagati
Doping. Smantellato traffico di anabolizzanti tra Calabria e Toscana: due misure cautelari, 33 indagati

Due misure cautelari personali eseguite tra Capannori (LU) e Cassano allo Jonio (CS), 33 persone deferite all’Autorità giudiziaria e oltre 650 confezioni di farmaci anabolizzanti sequestrate. È il bilancio dell’operazione...