Braccianti indiani drogati per lavorare di più. Arrestato medico a Latina che gli aveva prescritto farmaco stupefacente. Misure cautelari anche per un farmacista

Braccianti indiani drogati per lavorare di più. Arrestato medico a Latina che gli aveva prescritto farmaco stupefacente. Misure cautelari anche per un farmacista

Braccianti indiani drogati per lavorare di più. Arrestato medico a Latina che gli aveva prescritto farmaco stupefacente. Misure cautelari anche per un farmacista
Dalle indagini dei Nas è emerso che il medico ha prescritto a 222 assistiti di nazionalità indiana oltre 1.500 confezioni di un farmaco stupefacente non a scopo terapeutico, bensì per consentire loro di effettuare dei gravosi turni di lavoro, che la maggior parte svolgeva nel settore agricolo, attestando falsamente esenzioni di ticket. Misure cautealri anche per un farmacista e un avvocato del posto e a carico di una cittadina di nazionalità marocchina

È finito in manette un medico di famiglia del territorio di Latina, nel Lazio, accusato di avere messo in atto una serie di atti illeciti attraverso false prescrizioni di farmaci e, addirittura, di avere prescritto farmaci dopanti a 222 lavoratori indiani, per lo più braccianti, allo scopo di renderli più resistenti e dunque lavorare di più.

Insieme al medico, i Nas del capoluogo pontino e a Sabaudia (LT) hanno dato esecuzione a 3 misure cautelari interdittive della sospensione dai rispettivi pubblici servizi – per la durata di 1 anno – all’indirizzo del predetto sanitario, di un farmacista e di un avvocato del posto; e a una misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Latina a carico di 1 cittadina di nazionalità marocchina.

I quattro soggetti, destinatari dei provvedimenti, sono indagati a vario titolo per illecita prescrizione di farmaci ad azione stupefacente, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, frode processuale, falso e truffa ai danni dello Stato.

Le indagini, che – spiegano i Nas in una nota – erano state avviate ad aprile 2020 a seguito di un approfondito monitoraggio svolto sulla dispensazione dei farmaci ad uso stupefacente, “hanno permesso di accertare che il predetto medico di medicina generale in convenzione con l’AUSL di Latina illecitamente rilasciava – per finalità non terapeutiche – in favore di 222 propri assistiti di nazionalità indiana (per lo più impiegati nel settore agricolo), circa 1.000 prescrizioni mediche (per la gran parte a carico del S.S.N.) per la dispensazione di oltre 1.500 confezioni di un farmaco stupefacente (ricompreso tra quelli di cui alla sezione “D” della tabella I del DPR 309/90 con principio attivo ossicodone), accertando che l’assunzione del medicinale avveniva non per curare patologie degli assistiti ma per poter loro consentire di effettuare dei gravosi turni di lavoro, che la maggior parte svolgeva nel settore agricolo attestando falsamente esenzioni di ticket sanitario causando cosi un danno al S.S.N. quantificato in € 24.128,10”.

Dalle indagini è emerso anche come il medico abbia indebitamente prescritto 3.727 ricette del S.S.N. indicando falsamente il codice di esenzione ticket a favore di 891 pazienti provocando un danno al Sistema Sanitario Nazionale per complessivi € 146.052,89.

Non solo. Il medico, riferiscono i Nas, “prescriveva farmaci, a carico del SSN, mai consegnati ai pazienti intestatari delle ricette, il cui costo veniva rimborsato alla farmacista indagata e destinataria di misura interdittiva”.

In concorso con gli altri indagati di nazionalità extracomunitaria, poi, “formava falsi certificati medici finalizzati all’illecita regolarizzazione di cittadini extracomunitari, attestando falsamente la loro presenza sul territorio nazionale in epoca antecedente all’8.3.2020”.

Infine, il medico avrebbe redatto, in concorso con un avvocato del foro di Latina – anch’egli indagato e destinatario di misura interdittiva, un certificato medico in favore di un 51enne del luogo già colpito da “ordine di esecuzione per la carcerazione e decreto di sospensione del medesimo”, attestante false patologie psichiatriche da utilizzare per ottenere una misura alternativa alla detenzione.

26 Maggio 2021

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