Hpv: Screening e vaccinazione strumenti per battere il virus 

Hpv: Screening e vaccinazione strumenti per battere il virus 

Hpv: Screening e vaccinazione strumenti per battere il virus 
L’Istituto nazionale tumori Regina Elena-San Gallicano, ha inaugurato oggi “l’Hpv unit”. Una struttura composta da esperti che sono a disposizione di medici e cittadini per dare corrette indicazioni sul virus. Obiettivo è combattere l’infezione che resta molto frequente nonostante i vaccini

Il Centro Multidisciplinare per lo studio dell’infezione da papilloma virus attivo presso gli Istituti Regina Elena e San Gallicano non nasce a caso. È una realtà polispecialistica che può avvalersi di elevate competenze presenti in entrambi gli Irccs e che si occupa di prevenzione, diagnosi e terapia ma soprattutto di corretta informazione rivolta a medici e cittadini. L’infezione da Hpv è molto comune e frequente, può regredire spontaneamente come può dar luogo a lesioni pre-cancerose. Sebbene l’avvento dei vaccini rendono possibile una prevenzione primaria “ l’arma più efficace – ha sottolineato Jack Cuzick, epidemiologo e capo del Centro per la Prevenzione del Cancro in Inghilterra – resta lo screening eseguito con test convalidati scientificamente”.
 
Al papillomavirus umano (Hpv) sono correlate varie forme tumorali e non, nella donna come nell'uomo. Si osserva negli Usa così come in Italia un aumento di casi di tumore orofaringeo e anale associati all’Hpv. Gli uomini non sono solo 'portatori' di HPpv, “ma soffrono di tumori associati all'Hpv prettamente maschili” per questo è importante focalizzare l’attenzione anche sulla vaccinazione maschile nonché sulla prevenzione.
 
“L’informazione dell’opinione pubblica è abbastanza confusa e la formazione delle figure mediche è ancora insoddisfacente – spiegano i coordinatori dell’Hpv Unit Luciano Mariani, ginecologo e Aldo Venuti, Virologo. – Negli ultimi 20 anni si è verificata una vera e propria esplosione di studi e ricerche scientifiche in merito al virus Hpv, ma all’incessante sforzo clinico e scientifico che ha prodotto una enorme mole di informazioni, peraltro in continuo divenire, non corrisponde una capacità di trasferimento di conoscenze chiaro e puntuale alla classe medica”.
Riesce difficile infatti, anche per gli specialisti, rimanere al passo con le nuove scoperte scientifiche e di conseguenza è imperativo un costante aggiornamento in questo campo in modo da assicurare un miglioramento dei livelli di assistenza, un supporto ai programmi di prevenzione ed un incremento dell’aspetto comunicativo legato all’infezione da Hpv in modo da dare all’utenza, attraverso una formazione specifica del personale, un’informazione completa, corretta, non allarmistica.
 
“I costi-benefici della vaccinazione ai maschi, che è uno degli argomenti cui la comunità scientifica sta ponendo la massima attenzione,– sottolinea Mariani – devono tenere conto non solo degli effetti indiretti sulla patologia femminile ma anche i possibili vantaggi diretti derivanti dai potenziali risparmi di spesa generati nelle lesioni ano-genitali e nei tumori maschili correlati all’Hpv”.
“L’Hpv Unit è uno esempio vincente di collaborazione continua – sottolineano Aldo Di Carlo e Ruggero De Maria, Direttori Scientifici rispettivamente Isg e Ire – tra i laboratori di ricerca e una rara molteplicità di strutture cliniche, dalla ginecologia alla virologia, alle malattie sessualmente trasmissibili alla dermatologia, dall’otorinolaringoiatria alla proctologia, dall’anatomia patologica alla citopatologia e microbiologia, da anni impegnate nello studio, diagnosi e terapie delle patologie HPV correlate. Obiettivo prioritario del gruppo multidisciplinare è quello di fornire percorsi clinico-diagnostici e terapeutici di elevata eccellenza, nonché pianificare studi scientifici ed epidemiologici”. 

18 Gennaio 2013

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