Lila all’Espresso: “Non abbiamo conti offshore e rapporti con alcun trust”

Lila all’Espresso: “Non abbiamo conti offshore e rapporti con alcun trust”

Lila all’Espresso: “Non abbiamo conti offshore e rapporti con alcun trust”
Netta smentita dell'associazione anti-Aids italiana. Nessun conto e nessun rapporto con alcun trust o con le persone indicate nell'inchiesta internazionale ripresa dal settimanale italiano sui paradisi fiscali. “Siamo estranei ai fatti” e “vittime di una manovra le cui finalità ci sfuggono”. 

La Lila si difende dalle accuse lanciate da un’inchiesta dell’Espresso in cui risulterebbe beneficiaria di un trust legato ad alcune facoltose famiglie.
“Nei giorni scorsi siamo stati contattati dagli autori dell'inchiesta del settimanale L'Espresso, per uno scambio di informazioni su un "trust" in cui la Lila verrebbe indicata come benificiaria. – si legge in una nota della Lila –  Di cosa non si sa, dato che ci sarebbero, così ci è stato riferito, documenti riferiti a persone e luoghi ma non a transazioni di denaro. Transazioni che peraltro alla Lila non risultano, tantomeno transazioni che facciano capo a un trust. Abbiamo da subito dichiarato la nostra totale estraneità alla vicenda”.

“Nell'inchiesta – prosegue la nota – più vasta, portata avanti da più di 40 giornalisti di decine di Paesi, nella parte italiana si segnalava la presenza di alcuni trust, riferibili ad alcune facoltose famiglie, dei quali sarebbero state (il passato è doveroso, dato che si fa riferimento ad anni scorsi) beneficiarie alcune charities (oltre alla Lila ci sono "Unione italiana ciechi" e "Centro per il bambino maltrattato"). Perciò ci hanno chiesto un riscontro. Che è stato negativo su tutti i fronti”.

“La Lila – precisa la nota –  non ha conti offshore e non ha rapporti con alcun trust o con le persone indicate nell'inchiesta dell'Espresso”.

“Vittima di una manovra le cui finalità ci sfuggono, – si specifica – la Lila rischia ora di finire vittima di approssimazione se non di giudizi sommari e non supportati dalla realtà dei fatti, che possono danneggiare gravemente le attività dell'associazione e dei suoi volontari”.

“La Lila Nazionale Onlus – si sottolinea – è una federazione che opera in assoluta legalità e trasparenza e con modalità assembleari e pubblica i suoi bilanci. Non riceve denaro dalle aziende farmaceutiche, vive di donazioni e lasciti e di 5 per mille, da parte di privati”.

“Il nome – continua il comunicato – della Lila è coinvolto marginalmente, e anche per noi inspiegabilmente, in un'inchiesta globale di ben altra portata, e non vi sono altri riscontri, a parte una sigla scritta su un pezzo di carta di cui non conosciamo origine e destinazione, che indichino un suo coinvolgimento”.

Nei giorni scorsi, conclude la nota, all'Espresso è stata recapitata la seguente nota:

“La Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids respinge fermamente, fatte le opportune verifiche, ogni ipotesi di coinvolgimento in un qualsiasi Trust. La Lila non risulta ad alcun titolo beneficiaria di qualsiasi passaggio di denaro con le persone e le sigle a noi indicate dal giornalista dell'Espresso Leo Sisti, e si riserva, ove se ne presentasse la necessità, opportune azioni legali a tutela della propria onorabilità”.

05 Aprile 2013

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