Medici arabi in Italia: per una salute multietnica e multiculturale

Medici arabi in Italia: per una salute multietnica e multiculturale

Medici arabi in Italia: per una salute multietnica e multiculturale
Circoncisione e infibulazione, ma non solo: sono molti i temi posti in sanità dalla presenza dei “nuovi italiani”, che richiedono più informazione e mediazione culturale. Se ne è parlato a Roma in un convegno promosso da Amai, l’ Associazione dei Medici Arabi in Italia.

Si è tenuto in una sala della Regione Lazio, il convegno organizzato venerdì scorso dall’AMAI – Associazione dei Medici Arabi in Italia – per discutere su come sia possibile rispondere ai reali bisogni di salute posti dalla nuova Italia multietnica e multiculturale, come recitava il titolo dell’incontro.

Ad aprire il confronto sono stati Marta Bonafoni, membro della Commissione Sanità del Consiglio Regionale, e Roberto Lala, presidente dell’Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma. Sono seguiti gli interventi di Maurizio Benato, vicepresidente della Fnomceo e Antonio Napolitano, Direttore Regione Lazio dell’Inail. Un messaggio di saluto è stato inviato dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
I vari interventi  hanno evidenziato la specificità dei bisogni di salute espressi dalla popolazione migrante e l’urgenza di diffondere nella rete sanitaria buone pratiche e modelli organizzativi finalizzati a garantire informazione, mediazione culturale e reale tutela della salute, in particolare nelle tante aree del disagio.
Di particolare interesse le testimonianze del Direttore Sanitario dell’Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti e per il Contrasto delle Malattie della Povertà (INMP), Roberto Testa, del Professore associato di Igiene del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive, Maurizio Marceca, e di Rosanna Cerbo, Segretario Generale dell’Opera Karol Wojtyla. La Cerbo, in particolare, ha sottolineato l’urgenza di misure legislative che regolamentino la circoncisione, pratica tipica della popolazione ebrea e mussulmana, e che contrastino in modo più efficace pratiche lesive, quali l’infibulazione femminile ancora diffusa in tante comunità africane.
Un’analisi dei flussi migratori e dei relativi bisogni sociali emergenti è stata delineata dalle relazioni di Franco Pittau, coordinatore del “Dossier Statistico Immigrazione” Caritas/Migrantes, e di Augusto Battaglia, ex assessore della Sanità del Lazio, che ha presentato un quadro delle ormai numerose esperienze positive che nel settore esprime la sanità italiana.
Il Presidente dell’Amai, Musa Awad, nelle conclusioni ha sottolineato l’importanza del contributo che i medici arabi possono dare per un sistema sanitario più attento alle specificità di una società globalizzata, al fine di garantire a tutti una migliore tutela del diritto alla salute.
 

17 Giugno 2013

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